Il Tribunale di Palermo ha stabilito che lo Stato italiano dovrà risarcire 76mila euro alla Ong Sea Watch per il fermo ritenuto illegittimo della nave Sea Watch 3 nel 2019. La somma copre spese documentate come costi portuali, carburante e spese legali sostenute tra ottobre e dicembre di quell’anno.
Sulla decisione è intervenuta la senatrice Ilaria Cucchi, che su Facebook ha commentato: “Fermo illegittimo: 76mila euro da risarcire a Sea Watch. La propaganda disumana sui 'porti chiusi' presenta il conto. Purtroppo, invece di imparare dagli errori del passato, la destra oggi si prepara a rilanciare in grande l’idea del blocco navale. Significherà altri diritti negati, altri soldi - ovviamente dei cittadini - buttati. Soluzioni: nessuna. Per fortuna c’è chi, contro le politiche criminali, anche quando la situazione diventa davvero dura e la speranza è sempre più debole, non smette di lottare. E alla fine, l’umanità vince. Il tempo è galantuomo.”
Cucchi sottolinea così come, a suo avviso, la decisione dei giudici dimostri la necessità di rispettare i diritti umani e le norme internazionali, anche quando le politiche governative tentano di imporre restrizioni drastiche. Secondo Cucchi, il risarcimento evidenzia le conseguenze concrete di scelte politiche basate sulla propaganda, ricordando che la tutela della vita e della dignità delle persone rimane prioritaria.