Addio a Gianluca Cherubini, talento irrequieto del calcio italiano

Ex difensore della Roma, si è spento a 52 anni dopo una vita tra sogni, cadute e rinascite

Addio a Gianluca Cherubini, talento irrequieto del calcio italiano

Il calcio italiano piange la scomparsa di Gianluca Cherubini, morto a 52 anni all’ospedale di Tor Vergata a Roma dopo una lunga e complessa battaglia con problemi di salute. A ricordarlo per primo è stato l’ex compagno Alessandro Battisti: «Una vita a 220 all’ora, sempre sull’orlo del burrone. Mi mancherai».

Nato a Roma, Cherubini era stato uno dei talenti più promettenti degli anni ’90. Terzino moderno e duttile, si era messo in luce con la Reggiana, diventando protagonista della storica salvezza in Serie A 1993-94. Nello stesso periodo aveva conquistato anche l’Europeo Under 21 con una generazione d’oro insieme a Fabio Cannavaro, Christian Panucci, Filippo Inzaghi e Christian Vieri.

Nel 1995 arrivò la chiamata della AS Roma, dove fu allenato da Carlo Mazzone e condivise lo spogliatoio con un giovanissimo Francesco Totti. Ma la sua esperienza in giallorosso fu breve, segnata da un carattere difficile e da scelte che ne limitarono l’ascesa.

La sua vita cambiò radicalmente il 13 aprile 2006, quando fu colpito da un aneurisma cerebrale durante una partita. Rimase in coma per 12 giorni, ma riuscì a tornare in campo due anni dopo: una vittoria personale, più che sportiva.

Negli anni successivi, lontano dal calcio, Cherubini ha attraversato periodi difficili, tra problemi giudiziari e una salute sempre più fragile: aveva già sconfitto un tumore, viveva con un solo rene ed era in dialisi.

Nonostante tutto, chi lo conosceva ricorda il suo spirito combattivo e il legame profondo con la Reggiana, dove aveva collezionato 164 presenze diventandone capitano. Una vita intensa, segnata da eccessi e talento, che oggi lascia il posto al ricordo e al rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere.