Alberto Trentini è libero: si è conclusa con successo l'operazione di recupero del cooperante italiano, Trentini detenuto arbitrariamente in Venezuela per 423 giorni.
Il rilascio è avvenuto in coordinamento con quello dell'imprenditore torinese Mario Burlò. Entrambi i cittadini sono stati messi in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas.
La presidente Rodriguez sceglie la via diplomatica
La risoluzione della crisi non è un evento isolato, ma il risultato di un radicale cambio di assetto politico nella regione, il rilascio segue la caduta del governo di Nicolás Maduro, catturato dalle forze USA il 3 gennaio 2026. La decisione è stata siglata dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, come segnale di apertura diplomatica verso l'UE e l'Italia e l'operazione è stata guidata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani seguito direttamente dalla Presidenza del Consiglio.
L'arresto di Trentini

L'arresto di Trentini della ONG Humanity & Inclusion è stato effettuato a un posto di blocco verso Guasdualito e successivamente condannato a 14 mesi presso il carcere di massima sicurezza El Rodeo I. Una limitazione severa delle comunicazioni cioè che le prime visite consolari si potevano effettuare solo dopo 200 giorni. C'è stata un'accelerazione nelle ultime 72 ore a seguito delle pressioni internazionali e della transizione governativa venezuelana
Le prime parole di Trentini
“È stato tutto così improvviso. Inaspettato. Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l'Italia. Ora posso fumare una sigaretta?”
La telefonata del Presidente Mattarella alla madre
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato alla mamma Armanda Colusso, madre di Alberto Trentini, esprimendo “felicità dopo la sofferenza”.
Come si è arrivati alla liberazione
Il successo del caso Trentini consolida la posizione dell'Italia come attore negoziale efficace in scenari di crisi ad alto rischio, invece dal punto di vista della Business Continuity per le organizzazioni operanti in aree instabili, il caso sottolinea l'importanza di tre punti: monitoraggio costante del rischio geopolitico. canali diretti con le autorità diplomatiche locali ed infine supporto legale e psicologico post-trauma per le risorse umane coinvolte.