Cresce la preoccupazione per il consumo di alcol tra i giovanissimi in Italia. A lanciare l’allarme è il Moige – Movimento Italiano Genitori, che denuncia il fenomeno dello “spritz a colazione” tra studenti universitari e minorenni, segnalato dall’Osservatorio Mohre sugli stili di vita.
Secondo i dati riportati dall’associazione, sempre più ragazzi consumerebbero regolarmente alcolici già dalle 9.30 del mattino, prima dell’inizio delle lezioni o durante le pause didattiche, spesso superando il singolo bicchiere.
“Si tratta di un fenomeno gravissimo che compromette capacità cognitive, attenzione, memoria e rendimento scolastico”, afferma il direttore generale del Moige, Antonio Affinita. “È la prova del comportamento irresponsabile della filiera produttiva e distributiva dell’alcol, che continua a venderlo ai minori senza alcun controllo”.
L’associazione richiama anche i dati dell’esperto dell’Organizzazione mondiale della sanità, Emanuele Scafato, secondo cui in Italia sarebbero 1,2 milioni i giovani tra gli 11 e i 24 anni a rischio per consumo di alcol, circa la metà dei quali minorenni. “Un dato inaccettabile che testimonia il fallimento totale dei controlli e della prevenzione”, sottolinea Affinita.
Il Moige evidenzia inoltre come l’assunzione regolare di alcol in età adolescenziale aumenti il rischio di dipendenza, di patologie alcol-correlate e di tumori. Particolarmente preoccupante l’impatto sul cervello in sviluppo, che completa la maturazione intorno ai 25 anni.
“Bar, supermercati e distributori automatici continuano a vendere alcol ai minori, in totale spregio della legge. Servono controlli più stringenti e sanzioni esemplari”, conclude Affinita, invitando a una collaborazione tra famiglie, istituzioni e forze dell’ordine per arginare il fenomeno.