In un’intervista rilasciata in esclusiva a Lifeanimal.it, il deputato europeo Dario Nardella, relatore ombra del provvedimento per il gruppo dei Socialisti al Parlamento europeo e coordinatore in commissione Agricoltura e sviluppo rurale (AGRI), ha illustrato i principali contenuti del nuovo Regolamento UE sul benessere di cani e gatti, che secondo le intenzioni delle istituzioni europee potrebbe essere approvato il prossimo 28 aprile.
Secondo quanto dichiarato dall’eurodeputato, il testo normativo nasce con l’obiettivo di contrastare il commercio illegale di animali da compagnia, un fenomeno che, ha sottolineato Nardella, avrebbe un volume d’affari stimato superiore al miliardo di euro l’anno in Europa, con ricadute significative anche sul territorio italiano. “Un mercato nero di cui sono cani e gatti a pagare le conseguenze”, ha affermato.
Uno dei punti centrali del regolamento, come spiegato nel corso dell’intervista, riguarda l’introduzione di un sistema europeo di tracciabilità basato sul microchip e sull’interoperabilità dei database nazionali. Nardella ha evidenziato come, sebbene in Italia il microchip per i cani sia già obbligatorio e ampiamente diffuso, non tutti gli Stati membri dispongano di sistemi analoghi o pienamente strutturati. “Gli Stati membri saranno obbligati a mantenere aggiornato il proprio database e a garantirne l’interoperabilità affinché cani e gatti con microchip possano essere tracciati in tutta l’Unione europea”, ha spiegato.
Il regolamento prevede inoltre l’obbligo per i Paesi membri di raccogliere e condividere dati relativi al movimento e al commercio di cani e gatti, rendendo le informazioni consultabili tra le diverse autorità nazionali. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il controllo lungo tutta la filiera del commercio animale, riducendo le possibilità di attività illecite e migliorando la gestione sanitaria e anagrafica degli animali domestici.
Un altro elemento evidenziato riguarda la natura direttamente applicabile del regolamento europeo, che non richiederà una trasposizione normativa nazionale. Secondo quanto riferito da Nardella, ciò comporterà un adeguamento immediato da parte degli Stati membri e, conseguentemente, anche degli enti territoriali. “Le Regioni devono direttamente adeguarsi. Devono modificare le loro leggi se non sono conformi al regolamento”, ha affermato l’eurodeputato durante l’intervista.
Il testo interviene anche sul sistema produttivo e allevatoriale, introducendo una distinzione tra realtà di piccole e grandi dimensioni. In particolare, secondo quanto riportato da Nardella, sarebbero stati esclusi da alcune disposizioni gli allevamenti che producono fino a due cucciolate l’anno, così come rifugi di dimensioni ridotte e famiglie affidatarie con un numero limitato di animali. Per queste categorie, gli obblighi previsti dal regolamento sarebbero meno stringenti, in considerazione delle minori risorse economiche e organizzative disponibili.
“Le piccole realtà non sono sottoposte a questi criteri proprio perché il piccolo non ha i mezzi economici per rispettare tutti gli standard, soprattutto quelli relativi al personale”, ha dichiarato Nardella, sottolineando la volontà del legislatore europeo di calibrare gli obblighi in base alle dimensioni delle strutture coinvolte.