Argentina, autorizzato l’aumento fino al 15% di etanolo nella benzina per contenere il caro carburanti

Buenos Aires consente più bioetanolo nei carburanti per arginare i rincari energetici e ridurre la dipendenza dal petrolio.

Argentina, autorizzato l’aumento fino al 15% di etanolo nella benzina per contenere il caro carburanti

Nel tentativo di attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti sui consumatori, il governo argentino ha autorizzato le aziende del settore a incrementare volontariamente la quota di etanolo nella benzina fino al 15%. La misura, annunciata dal Segretariato dell’Energia, si inserisce in un contesto di forte pressione sui costi energetici a livello globale.

Secondo quanto riportato da Energy News, la decisione arriva in risposta al recente rialzo dei prezzi del petrolio, influenzato dalle tensioni geopolitiche internazionali. In particolare, il mercato energetico ha risentito delle dinamiche legate al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, con effetti diretti anche sui Paesi importatori come l’Argentina.

Le stime degli analisti indicano che nel solo mese di marzo il prezzo della benzina nel Paese sudamericano è aumentato di oltre il 18%, mentre su base annua si registra un incremento superiore al 60%. Un’accelerazione che ha spinto l’esecutivo a valutare misure alternative per contenere i costi e garantire una maggiore stabilità del mercato interno.

Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’innalzamento del limite massimo consentito di ossigeno nei carburanti fino al 5,6%. Questa modifica normativa consente alle raffinerie di aumentare la percentuale di etanolo nelle miscele, riducendo la quantità di benzina tradizionale necessaria e, di conseguenza, la dipendenza dalle fluttuazioni del greggio.

Fonti governative sottolineano che l’iniziativa ha carattere volontario per le imprese e mira a offrire maggiore flessibilità operativa al settore. L’utilizzo di etanolo, spesso derivato da biomasse agricole, rappresenta inoltre una soluzione già adottata in diversi Paesi per mitigare i costi energetici e diversificare le fonti di approvvigionamento.

Resta tuttavia da valutare l’impatto concreto della misura sui prezzi al consumo e sulla filiera produttiva, in particolare per quanto riguarda la disponibilità di materie prime e le capacità di raffinazione. Gli osservatori evidenziano come l’efficacia dell’intervento dipenderà anche dall’evoluzione del quadro internazionale e dalla stabilità dei mercati energetici nelle prossime settimane.

Il governo argentino, dal canto suo, ribadisce l’intenzione di monitorare attentamente la situazione, riservandosi la possibilità di adottare ulteriori strumenti per sostenere famiglie e imprese in una fase di marcata volatilità economica.