Secondo il sondaggio dell’Istituto Ifo, il clima tra i lavoratori autonomi e le microimprese tedesche per l’anno fiscale 2026 appare caratterizzato da profonda incertezza. Il 35,3% degli intervistati prevede un peggioramento delle condizioni economiche, mentre solo il 14% si aspetta una crescita, evidenziando un sentiment fortemente negativo. Questo scetticismo risulta particolarmente marcato rispetto al dato complessivo dell’economia tedesca, dove il pessimismo si attesta al 26,1%, sottolineando una maggiore vulnerabilità dei piccoli operatori agli shock sistemici. Al contempo, circa la metà degli intervistati, 50,7%, prevede una situazione di stagnazione, confermando sostanzialmente lo stesso scenario registrato nel 2025.
Accesso al credito sempre più difficile per autonomi e microimprese
L’analisi del quarto trimestre mostra un progressivo inasprimento delle condizioni di accesso alla liquidità, un elemento cruciale per la continuità operativa delle imprese. La quota di lavoratori autonomi che segnala difficoltà nel reperire finanziamenti è salita al 47,6%, rispetto al 45,1% del trimestre precedente, confermando un trend in crescita. Nonostante questo, solo il 10,9% degli autonomi è attualmente impegnato in trattative per prestiti, una percentuale significativamente più bassa rispetto al 26,3% delle grandi aziende, suggerendo possibili esclusioni finanziarie o una rinuncia preventiva agli investimenti. Il peggioramento non colpisce solo i piccoli operatori: a livello macro, le aziende tedesche che segnalano difficoltà di credito sono aumentate drasticamente, passando dal 29,1% al 35,2% in un solo mese, a dicembre, evidenziando un quadro generale di crescente pressione finanziaria.
Allerta per management e investitori: i segnali di rischio sul mercato tedesco
Per management e investitori con esposizione sul mercato tedesco, i dati dell’Istituto Ifo mettono in luce tre fattori chiave da monitorare attentamente. In primo luogo, il rischio di solvibilità rimane elevato: è fondamentale sorvegliare la supply chain, soprattutto se composta da piccoli fornitori tedeschi, dati i segnali di crescente vulnerabilità finanziaria. In secondo luogo, il pessimismo tra i lavoratori autonomi, un segmento rilevante della domanda interna, potrebbe anticipare una contrazione dei consumi, in particolare nel mercato dei servizi e dei beni di fascia alta.Infine, le politiche monetarie continuano a esercitare un impatto ritardato ma significativo: i tassi di interesse elevati colpiscono in modo asimmetrico le strutture aziendali più snelle, aumentando ulteriormente la pressione sui piccoli operatori e sulle microimprese.