Balenciaga, il chiaroscuro della rinascita. Tra citazioni e segni emerge un Piccioli inedito

Piccioli debutta con la seconda collezione per Balenciaga: elegante ma poco personale, sospesa tra eredità Demna e identità ancora da definire.

Balenciaga, il chiaroscuro della rinascita. Tra citazioni e segni emerge un Piccioli inedito

Pier Paolo Piccioli a Maggio 2025, dopo venticinque anni da Valentino, sbarca nella maison Balenciaga come direttore artistico e, con la prima collezione, che finisce in un tripudio di applausi, fa il suo trionfale ingresso nella casa di moda.

Si arriva quindi al 7 Marzo 2026, la Settimana della moda di Parigi è in pieno svolgimento, lo stilista presenta la collezione Autunno/Inverno 2026/27, la seconda alla guida di Balenciaga.


I modelli presentati durante la sfilata si discostano dalla tipica cifra stilistica di Piccioli. Tanti, forse troppi, i riferimenti visti, tra linee costruite e sartoriali che rimandano al fondatore Cristóbal Balenciaga, per quanto riguarda i cappotti, alle linee semplici degli abiti uniti ad accessori audaci, tipici di Demna Gvasalia, direttore creativo della casa di moda dal 2015 al 2025, a piccoli lampi di luce pieni di colore tipici, invece, dell’estro creativo di Piccioli.


L’insieme è gradevole e coerente ma, pare che Piccioli non abbia avuto totale carta bianca sulla collezione, si ha l’impressione che non ci sia una firma autoriale netta e codificata, tipica dello stilista romano. Forse la dirigenza ha spinto affinché si mantenesse lo stile di Demna per poi gradualmente arrivare allo stile tipico di Piccioli (quello che si spera).

Il défilé che si vede non è niente di diverso da quello a cui Gvasalia aveva abituato il pubblico negli ultimi dieci anni, sfondi scuri, ledwall, facce cupe e make-up che si divide tra tripudio di fard e chiaroscuri netti. Niente lascia trasparire la personalità di Piccioli alla quale ci si era abituati nelle sfilate fatte per Valentino.

Piccioli è forse, al momento, l’autore più adatto per tornare fedeli allo stile sartoriale tipico della maison Balenciaga; questo dipende però dalla dirigenza che, può o meno, calcare la mano sulla direzione, a livello di stile, del brand.
A questo punto forse il pubblico di Balenciaga ha bisogno di una doccia fredda che mostri qualcosa di nuovo, o, almeno, non prettamente legato ai direttori creativi precedenti, anche perché se la linea da mantenere è quella dello stilista georgiano, ci si domanda perché fare un cambio di rotta e non dare libero spazio alla creatività di un artista che non ha bisogno di presentazioni.


Un talento, quello di Pier Paolo Piccioli, che sa bene cosa sia la sartorialità e che sa essere versatile. Spaziando dal romanticismo al minimalismo passando per colori forti e per tagli sensuali.