Maurizio Battista rivendica un risultato clamoroso e lo fa senza mezzi termini: 47.000 spettatori, “100 miliardi e mezzo di risate” e 700.000 pasti serviti, ottenuti sottolinea “senza un supporto mediatico importante, senza grandi trasmissioni, quasi niente dai giornali”.
Il comico romano ribalta il paradigma della promozione televisiva: “Lo dico con orgoglio e con onore: non siamo stati spinti dai programmi importanti, l’abbiamo fatto con le nostre forze e soprattutto con il pubblico.”
Per Battista il segreto è uno solo: il passaparola.
“È più importante di qualsiasi prima serata, di qualsiasi giornale, di qualsiasi network. Se uno si diverte davvero, lo dice a tutti e tutti lo dicono a tutti.”
Rivendica che lo show avrebbe potuto continuare “un altro mese senza problemi”, perché quando la gente esce felice, il meccanismo è automatico: “Vattelo a vedere, vattelo a divertire.”
Ma c’è un avvertimento netto agli artisti: non inseguite la TV per disperazione.
“Non vi fate fregare. Non perdete tempo ad andare in giro per le sette chiese: se lo spettacolo funziona, funziona. Se no, statevene a casa.”
La chiave, dice Battista, è far sentire il pubblico “a casa”: risate, musica, qualità, sperimentazione (come con il ventriloquo Samuel, “una rivelazione, anche per me”).
Chiusura emozionale e politica sulla cultura dello spettacolo:
“Vale sempre più il pubblico di qualsiasi mezzo di comunicazione. È il pubblico che ti fa grande o ti fa sparire.”
E il ringraziamento finale è quasi fisico:
“Io li bacerei uno a uno… facciamo finta che li ho baciati tutti.”
Ecco il video: