Benzina e gasolio salgono: effetto guerra sui prezzi

Codacons avverte: possibili rincari su carburanti, gas e bollette

Benzina e gasolio salgono: effetto guerra sui prezzi

La crisi in Medio Oriente comincia a produrre effetti concreti anche sull’economia e sui consumatori italiani. Dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, le quotazioni internazionali di petrolio e gas hanno registrato un forte rialzo, con le prime conseguenze già visibili sui prezzi dei carburanti. A lanciare l’allarme è l’Codacons, che parla del rischio di una nuova stangata per famiglie e imprese.

Secondo l’associazione dei consumatori, il Brent è passato dai circa 72 dollari al barile del 27 febbraio agli attuali 79 dollari, con un aumento del +9,7%. Anche il Wti registra una crescita significativa: da 66,5 dollari a circa 72,8 dollari al barile, pari a un +9,4% in pochi giorni.

Le tensioni sui mercati energetici iniziano già a riflettersi sui prezzi alla pompa in Italia. I dati basati sulle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano che il prezzo medio della benzina self è salito da 1,672 euro al litro del 27 febbraio a 1,681 euro del 2 marzo. Anche il gasolio è aumentato nello stesso periodo, passando da 1,723 euro a 1,736 euro al litro.

Secondo il Codacons si tratta solo dei primi segnali. Se le quotazioni del petrolio dovessero rimanere elevate o crescere ulteriormente, nei prossimi giorni potrebbero arrivare nuovi ritocchi sui listini dei distributori, con un impatto diretto sul costo del pieno per gli automobilisti.

Le conseguenze della crisi potrebbero però estendersi anche alle bollette energetiche. Le quotazioni dell’indice TTF, punto di riferimento per il gas in Europa, segnano infatti un aumento del 25%, arrivando a 39,85 euro al megawattora, livello che non si vedeva da febbraio 2025. Un trend che rischia di riflettersi presto sulle tariffe pagate da famiglie e imprese.

Non solo energia. Le tensioni geopolitiche stanno creando problemi anche alla logistica internazionale. Il blocco del traffico nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il trasporto di petrolio e materie prime, potrebbe far crescere i costi del trasporto globale. Secondo il Codacons questo scenario rischia di tradursi in un aumento dei prezzi al dettaglio di molti prodotti, con un impatto diretto sui consumatori.