Bettini (PD): "Vittoria non sia alibi, ora accordo politico su leader o primarie"

Goffredo Bettini frena Conte: leadership Campo largo richiede cautela. Primarie solo senza intesa politica, ora servono basi solide dopo il No.

Bettini (PD): "Vittoria non sia alibi, ora accordo politico su leader o primarie"

Goffredo Bettini, esponente di spicco del Partito Democratico e direttore della rivista Rinascita, interviene nel dibattito interno al "Campo largo" dopo la vittoria del 'No' al referendum sulla riforma Nordio. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Bettini invita alla cautela sulla scelta del candidato premier, definendo l'euforia di Giuseppe Conte comprensibile ma prematura.

Candidatura e Primarie

Sulla questione della leadership per le prossime politiche, Bettini delinea un percorso chiaro che privilegi l'intesa politica rispetto alla competizione interna. "Se c’è un accordo politico su un nome, partendo dalla leadership del partito più forte, bene. Altrimenti, le primarie sono la sola soluzione possibile". L’esponente dem condivide la linea di prudenza espressa dalla segretaria Elly Schlein, spiegando che l'uscita di Conte rappresenta una conferma della sua scelta "irreversibile" di restare nel campo unitario, ma che i gazebo restano solo un'eventualità.

L'analisi del post-referendum

Nonostante il vantaggio di 2 milioni di voti ottenuto dal fronte del “No”, Bettini invita a non lasciarsi andare a facili entusiasmi elettorali. Il voto ha certamente modificato il clima politico, ma non si traduce automaticamente in consenso in vista delle elezioni politiche. La vittoria è maturata soprattutto grazie all’adesione spontanea dei giovani su temi come la pace, la Palestina e la difesa della Costituzione. Rimane quindi necessario un grande lavoro per trasformare questa speranza in una proposta di governo solida.

Il ruolo del Centro e il futuro del Governo

Bettini auspica inoltre la formazione di un polo centrista che aggreghi figure come Matteo Renzi e personalità civiche per contrastare l'astensionismo. Sul fronte opposto, il giudizio sul governo Meloni è netto: la premier, indebolita dalle dimissioni di esponenti come Delmastro e Santanchè, dovrebbe trarre conclusioni politiche dal voto referendario. "Se la premier avesse senso di responsabilità nazionale, dovrebbe dimettersi", ha dichiarato Bettini, sottolineando come l'attuale debolezza dell'esecutivo rischi di polverizzare il peso dell'Italia a livello internazionale.

L'impegno culturale

Infine, Bettini rivendica il suo ruolo di "tessitore" dell'unità progressista attraverso la nuova rivista Rinascita, diretta insieme ad Andrea Orlando. Un luogo di pensiero, spiega, volto a combattere il declino italiano e l'avanzata di una destra estrema connessa a modelli internazionali come quello di Donald Trump.