Board for Peace, Italia come osservatore: le opposizioni attaccano Meloni

Meloni porta l’Italia come osservatore al Board for Peace, tra critiche delle opposizioni e difesa di Tajani sulla ricostruzione di Gaza

Board for Peace, Italia come osservatore: le opposizioni attaccano Meloni

Dopo il viaggio ad Addis Abeba, Giorgia Meloni si prepara a portare in Parlamento la decisione di far partecipare l’Italia come osservatore al Board for Peace, un organismo internazionale promosso dagli Stati Uniti che coordina iniziative di “pace” e sviluppo in aree di conflitto, come il Medio Oriente. Si tratta di un consiglio dove i Paesi membri discutono progetti di ricostruzione e investimenti, ma senza reale potere decisionale per chi partecipa solo come osservatore. Al momento è guidato da figure vicine a Donald Trump e Jared Kushner.

Domani è previsto il voto finale, ma le critiche non mancano. La segretaria del PD, Elly Schlein, accusa: “Meloni vuole compiacere Trump, allontanando l’Italia dall’Europa e indebolendo la nostra autonomia. Partecipare senza avere gli stessi diritti degli altri membri va contro la Costituzione e non tutela gli interessi degli italiani”. Giuseppe Conte del M5S aggiunge: “Partecipare come osservatori al Board for Peace senza passare dal Parlamento e senza pari diritti riduce il ruolo dell’Italia e non aiuta i palestinesi”. Carlo Calenda parla di “Board for Peace come congrega di affaristi guidata da Trump, con progetti deliranti tipo Palm Beach su Gaza”, e condanna il coinvolgimento italiano anche come semplice osservatore. Nicola Zingaretti aggiunge: “L’Italia non può seguire solo Trump o altri leader esteri. Serve responsabilità, tutela dei diritti e autonomia europea”.

In difesa della scelta del governo interviene il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’Italia non può stare fuori dal processo di ricostruzione di Gaza”. Tajani rilancia l’importanza di partecipare come osservatori, nonostante le limitazioni imposte dalla Costituzione e dai trattati internazionali, e ribadisce l’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente. Il titolare della Farnesina si dice pronto a recarsi giovedì alla Casa Bianca, precisando però che la partecipazione dipenderà dal livello degli altri partner europei presenti e potrebbe essere decisa all’ultimo momento. Nel frattempo, diplomazia, Palazzo Chigi e Farnesina preparano la missione.