Nuovo affondo di Laura Boldrini contro il governo guidato da Giorgia Meloni sul tema della sicurezza. La deputata del Partito Democratico ha duramente criticato l’ultimo decreto sicurezza approvato dall’esecutivo, definendolo un provvedimento più orientato alla propaganda che alla reale tutela dei cittadini.
“Alla fine il governo Meloni ha sfornato un altro “decreto sicurezza” che più che sulla sicurezza punta sulla propaganda della repressione”, ha dichiarato Boldrini, accusando l’esecutivo di voler “mostrare i muscoli” per coprire quello che definisce un “clamoroso fallimento proprio sul fronte della sicurezza”.
Secondo la parlamentare, il Governo avrebbe ignorato anche le perplessità espresse da alcuni sindacati di polizia: “Il fatto che non siano state ascoltate nemmeno le voci di alcuni sindacati di polizia la dice lunga”. Un atteggiamento che, a suo avviso, dimostra come le forze dell’ordine vengano strumentalizzate a fini politici invece che realmente sostenute. «Le donne e gli uomini in divisa vanno tutelati, non strumentalizzati per i propri scopi politici», ha sottolineato.
Boldrini contesta anche le priorità di spesa dell’esecutivo, accusando il governo di non investire adeguatamente su stipendi e organici delle forze dell’ordine. “Invece di aumentare gli stipendi alle forze dell’ordine e di implementare gli organici, continuano a buttare soldi pubblici nei centri in Albania che sono vuoti, non servono a niente e non funzionano”, ha affermato.
Nel merito del decreto, la deputata sostiene che le nuove misure non affrontino le reali criticità del Paese: “I nuovi provvedimenti previsti non risolvono nessun problema di sicurezza”. Per Boldrini, il vero obiettivo del Governo sarebbe un altro: “Limitare il dissenso e, soprattutto, il diritto di manifestare”.