Bollette più care per la guerra: due famiglie su tre pronte a tagliare spese

Indagine Eumetra: solo il 12% degli italiani considera sostenibile un aumento del 10–20% di luce e gas

Bollette più care per la guerra: due famiglie su tre pronte a tagliare spese

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il possibile aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbero avere effetti immediati sui bilanci delle famiglie italiane. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Eumetra subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che analizza come un eventuale incremento delle bollette energetiche possa incidere sui comportamenti di consumo degli italiani.

Secondo la ricerca, solo il 12% degli italiani ritiene sostenibile senza difficoltà un aumento compreso tra il 10% e il 20% delle bollette di energia e gas. Il 39% lo considera gestibile ma con sacrifici, il 31% lo giudica difficile da sostenere e il 18% lo definisce molto critico per il bilancio familiare.

Nel complesso, l’indagine evidenzia come per una quota rilevante della popolazione un incremento dei costi energetici potrebbe tradursi in un impatto significativo sulla gestione delle spese domestiche.

Il 68% degli italiani afferma infatti che, in presenza di un aumento delle bollette, sarebbe costretto a ridurre altre spese, mentre il 32% ritiene che i propri consumi resterebbero invariati.

Tra coloro che prevedono di comprimere i consumi, le rinunce riguarderebbero principalmente il tempo libero (71%), i consumi di energia domestica (64%) e le spese per abbigliamento e accessori (62%). Il 49% indica inoltre una riduzione degli spostamenti e dei trasporti non strettamente necessari, mentre il 26% ipotizza di tagliare anche la spesa alimentare.

Un dato particolarmente rilevante riguarda la salute: il 24% degli intervistati dichiara che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche in caso di aumento delle bollette energetiche.

L’indagine segnala inoltre alcune differenze territoriali e demografiche: le difficoltà risultano più marcate tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole, mentre nel Centro Italia si registra una quota più elevata di persone che definiscono l’impatto dei rincari “molto critico”.

Sul fronte delle politiche energetiche, il 41% degli italiani ritiene che il Paese debba accelerare sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Il 27% indica come prioritaria la ricerca di nuovi accordi di importazione dell’energia, mentre il 24% considera prioritario lo sviluppo del nucleare. Solo l’8% ritiene che non sia necessario modificare l’attuale strategia energetica.

“Le tensioni internazionali dimostrano ancora una volta quanto l’energia sia diventata un fattore centrale di stabilità economica e sociale”, ha commentato Matteo Lucchi, CEO di Eumetra, sottolineando come anche aumenti relativamente contenuti delle bollette possano produrre effetti a catena sui consumi delle famiglie e sull’economia complessiva.