Le compagnie petrolifere non starebbero rispettando gli obblighi di trasparenza previsti dal nuovo decreto accise. È quanto denunciano le associazioni dei gestori Faib Confesercenti e Fegica, che hanno presentato una segnalazione formale a Mister Prezzi e ad altre istituzioni.
Secondo la nota congiunta, nessuna compagnia avrebbe ancora pubblicato sui propri siti internet i prezzi consigliati ai gestori, come previsto dal decreto legge n. 33/2026 entrato in vigore il 19 marzo. Una mancanza che, così come sottolineano i sindacati, rischia di compromettere la trasparenza verso i consumatori e di rendere più difficile l’attività di controllo da parte delle autorità.
“La mancata pubblicizzazione dei prezzi sta generando un danno rilevante in termini di interesse collettivo”, spiegano Faib e Fegica, evidenziando come proprio questa misura fosse stata introdotta per contrastare eventuali speculazioni sui carburanti in una fase considerata molto sensibile.
Il decreto prevede sanzioni precise: in caso di violazione, le compagnie rischiano una multa pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. Un sistema che, fanno notare i gestori, appare però squilibrato: “Un gestore che ritarda anche di un’ora può ricevere sanzioni di migliaia di euro”.
Da qui il dubbio delle associazioni di categoria nasce spontaneo: perché le compagnie non vogliono rendere pubblici i prezzi che suggeriscono ai propri punti vendita? Un’informazione che, sostengono, permetterebbe agli automobilisti di capire meglio la formazione dei prezzi alla pompa.
Le organizzazioni hanno chiesto l’intervento del Garante e un eventuale coinvolgimento della Guardia di Finanza, per chiarire la situazione e verificare possibili violazioni.