Nel pieno di una fase economica segnata dall’instabilità internazionale e dall’aumento dei costi energetici, i gestori degli impianti di rifornimento carburanti tornano a sollecitare interventi strutturali e immediati da parte del Governo. Al centro del confronto, svoltosi presso la Prefettura di Milano su convocazione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, le criticità legate al caro carburanti e le possibili misure per contenerne l’impatto su cittadini e imprese.
A darne notizia è un comunicato congiunto diffuso dalle organizzazioni di categoria, al termine dell’incontro. I presidenti di Faib, Giuseppe Sperduto, e Fegica, Roberto Di Vincenzo, hanno evidenziato come, pur comprendendo le difficoltà legate al contesto geopolitico, il Paese necessiti di azioni tempestive per mitigare gli effetti dell’aumento dei prezzi dell’energia.
Tra le richieste principali avanzate dai rappresentanti del settore vi è l’intensificazione delle verifiche sulla cosiddetta “parte alta della filiera”. Secondo i gestori, è in questa fase che si determinano i prezzi finali dei carburanti, attraverso meccanismi e parametri spesso poco trasparenti. Un maggiore controllo in questo ambito, sostengono, potrebbe contribuire a chiarire le dinamiche di formazione dei prezzi e a prevenire eventuali distorsioni del mercato.
Parallelamente, le sigle sindacali ritengono indispensabile un intervento immediato sul fronte fiscale, in particolare attraverso una riduzione delle accise sui carburanti. Una misura che, sottolineano, è già stata adottata in diverse occasioni da altri Paesi europei per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi sull’economia reale.
Oltre alle misure emergenziali, i gestori pongono l’accento sulla necessità di un intervento strutturale. In questo senso, viene sollecitata la ripresa del disegno di legge di riforma del settore, attualmente fermo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Secondo le organizzazioni, il provvedimento rappresenterebbe uno strumento fondamentale per razionalizzare la rete distributiva, migliorare la trasparenza del mercato e contrastare fenomeni illegali che incidono negativamente sulla concorrenza.