L’Italia e l’Europa occupano una posizione di primo piano nel settore della robotica a livello globale, ma per mantenere il vantaggio competitivo è necessario accelerare con decisione sul fronte dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dal nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cassa Depositi e Prestiti, che analizza il ruolo strategico della robotica in una fase di forte trasformazione tecnologica ed economica.
Il documento individua nella robotica una leva cruciale per affrontare l’attuale congiuntura internazionale e rafforzare la competitività industriale del Vecchio Continente.
Un mercato globale da 80 miliardi di dollari
Secondo i dati aggiornati a fine 2024, gli scambi commerciali globali della robotica ammontano a circa 80 miliardi di dollari. L’Unione Europea si colloca al primo posto tra gli esportatori mondiali, davanti a Stati Uniti e Cina, mentre gli Usa risultano il principale importatore, seguiti da Europa e Cina.
Nel panorama industriale globale, Unione Europea e Giappone si distinguono nei segmenti a più alto contenuto tecnologico, in particolare nel cosiddetto “super assemblaggio”. La Cina resta centrale nella fornitura di materie prime, componentistica e prodotti lavorati, mentre gli Stati Uniti primeggiano nella fornitura di semilavorati e nelle fasi di assemblaggio.
Il ruolo strategico dell’Italia
In questo contesto l’Italia emerge come una delle eccellenze europee. Il nostro Paese è il secondo produttore di robot industriali nell’Unione Europea, il secondo mercato per numero di installazioni e il sesto esportatore mondiale.
A sostenere questa posizione vi è un sistema produttivo altamente specializzato e un ecosistema dell’innovazione articolato, che colloca l’Italia tra i primi dieci Paesi al mondo per numero di brevetti nel settore della robotica.
Verso robot più smart e umanoidi
Il brief di CDP sottolinea come la domanda globale si stia orientando sempre più verso dispositivi intelligenti, capaci di interagire in autonomia con l’ambiente circostante, e verso lo sviluppo di robot umanoidi. Si tratta di un’evoluzione che potrebbe rafforzare ulteriormente il ruolo strategico di Italia ed Europa, a condizione di accompagnare l’hardware con un salto di qualità sul piano del software e dell’intelligenza artificiale.
La sfida dell’intelligenza artificiale
Proprio sull’IA si concentra la principale criticità evidenziata da CDP. Europa e Italia devono recuperare il ritardo accumulato rispetto ai principali competitor globali, mettendo a sistema i risultati dell’ecosistema della ricerca europea e garantendo adeguati finanziamenti pubblici e privati.
Solo attraverso un’integrazione efficace tra robotica avanzata e intelligenza artificiale, conclude il brief, sarà possibile trasformare l’attuale vantaggio industriale in una leadership duratura, capace di sostenere crescita, produttività e autonomia strategica nel lungo periodo.