Chiara Ferragni, truffa del Pandorogate: assolta l’influencer

Il giudice di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni: la truffa aggravata è stata ridotta a semplice e poi estinta dopo il ritiro della querela. Ferragni ha ringraziato legali e follower, sottolineando l’impatto emotivo della vicenda.

Chiara Ferragni, truffa del Pandorogate: assolta l’influencer

Il giudice della terza sezione penale di Milano ha pronunciato la sentenza di proscioglimento nei confronti di Chiara Ferragni, imputata per truffa aggravata in relazione alle campagne promozionali del Pandoro Pink Christmas (Balocco) e delle uova di Pasqua (Cerealitalia).

Dal reato aggravato all’estinzione della causa

Il giudice ha deciso di escludere l’aggravante della “minorata difesa” dei consumatori online, determinando così la riqualificazione del reato da truffa aggravata a truffa semplice. Quest’ultima, essendo procedibile solo a querela di parte, è stata dichiarata estinta poiché il Codacons aveva ritirato la denuncia a seguito di un accordo risarcitorio transattivo. Il proscioglimento ha interessato anche i coimputati, Fabio Damato, ex manager dell’influencer, e Francesco Cannillo, Presidente di Cerealitalia.

La chiusura del caso e le sue prime parole

Al termine dell’udienza, Chiara Ferragni ha rilasciato una breve dichiarazione, ringraziando i legali e i follower e manifestando il forte impatto emotivo per la conclusione della vicenda giudiziaria. La sentenza segna uno snodo fondamentale per il rilancio della sua immagine e dei brand ad essa collegati, contribuendo ad attenuare la pressione mediatica iniziata nel dicembre 2023. Allo stesso tempo, il caso evidenzia l’importanza di protocolli di comunicazione commerciale trasparenti per prevenire procedimenti per pratiche ingannevoli, indipendentemente dall’esito penale.