Citisina rimborsabile dal Ssn: il nuovo farmaco che aiuta i fumatori a smettere

Disponibile in Italia una terapia vegetale contro il tabagismo: riduce l’astinenza e favorisce la cessazione con supporto medico.

Citisina rimborsabile dal Ssn: il nuovo farmaco che aiuta i fumatori a smettere

Secondo quanto riportato da Sky TG24, è stato recentemente approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale un nuovo farmaco a base di citisina, destinato a rappresentare una svolta nel trattamento della dipendenza da tabacco. La sostanza, ora rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale se somministrata attraverso i centri antifumo, è disponibile per tutti i fumatori italiani che intendono intraprendere un percorso di cessazione.

La citisina è un principio attivo di origine vegetale, estratto dal Cytisus laburnum (maggiociondolo), appartenente alla famiglia delle Leguminose. Si tratta di una molecola già nota in ambito clinico e inclusa nelle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2024, oltre che inserita nel 2025 tra i farmaci essenziali. Il suo utilizzo è già consolidato in diversi Paesi europei.

Dal punto di vista farmacologico, la citisina agisce sui recettori nicotinici del cervello, gli stessi attivati dalla nicotina contenuta nelle sigarette. Questo meccanismo consente di ridurre significativamente i sintomi dell’astinenza, tra cui irritabilità, ansia, insonnia e disforia, facilitando il percorso di disassuefazione. Bloccando tali recettori, la sostanza attenua anche il piacere associato al consumo di tabacco, contribuendo a interrompere il comportamento compulsivo legato al fumo.

Il trattamento prevede una somministrazione orale della durata di 25 giorni, con un dosaggio progressivamente decrescente. Secondo le indicazioni cliniche, la cessazione completa del fumo dovrebbe avvenire entro il quinto giorno dall’inizio della terapia, sebbene in oltre la metà dei casi possa rendersi necessario un secondo ciclo terapeutico. Il farmaco è indicato per soggetti di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

Gli esperti sottolineano tuttavia l’importanza di un approccio integrato. Il trattamento farmacologico, infatti, risulta più efficace se accompagnato da un supporto specialistico, in particolare nei fumatori con elevata dipendenza. Il coinvolgimento di medici di medicina generale, pneumologi, cardiologi, oncologi e dei servizi per le dipendenze (SerD) è considerato fondamentale per aumentare le probabilità di successo.