L’importante è vincere, non partecipare. Complimenti a Sighel, dello short track, per la vittoria. E l’esultanza

A Milano-Cortina Sighel vince short track esultando di spalle; gesto criticato, ma legittimo: alle Olimpiadi conta vincere, non partecipare.

L’importante è vincere, non partecipare.  Complimenti a Sighel, dello short track, per la vittoria. E l’esultanza

Partiamo dalla cronaca. Milano Cortina, il 10 febbraio 2026, durante l'ultima curva e il rettilineo finale della gara dello short track, Pietro Sighel, lanciato verso la medaglia d'oro, si è girato guardando in faccia gli avversari, rallentando leggermente e alzando le braccia al cielo prima di tagliare il traguardo di spalle. Sì, di spalle, di sedere e non di petto.

L'esultanza è stata definita da alcuni osservatori, inclusi media internazionali, come "arrogante", "sbruffona" o poco rispettosa nei confronti degli avversari sconfitti. Lo dico subito, non sono d’accordo. In primo luogo perché credo alla versione di Sighel che ha chiarito sostenendo che lo ha fatto per esaltare e ringraziare il pubblico presente e in secondo luogo perché l’idea che alla Olimpiadi sia importate partecipare e non vincere non mi è mai piaciuta.

Del resto gli antichi greci avrebbero riso a crepapelle alla famosa frase di Charles Pierre de Frédy, barone di Coubertin. Per il mondo ellenico, infatti, non esiste cosa più importante di vincere. Personalmente ritengo che un atleta non debba essere necessariamente sportivo. Come disse una volta Dino Zoff: «io non sono sportivo, sono uomo di sport». Per capire cosa significasse veramente la vittoria sportiva, basta leggere Anacarsi dal nome di un celebre uomo saggio asiatico che giunge ad Atene e rimane sconvolto dalla violenza e dallo sforzo fisico che comportano gli allenamenti. Anacarsi non riesce a comprenderne il perché gli atleti vengano sottoposti davanti a un grande pubblico e spesso umiliati. Solone spiega che bisogna assistere ai Giochi per comprendere il coraggio, la forza e la volontà di vincere.

Complimenti a Sighel che ha gareggiato e vinto lealmente.

Punto!