“Riaprire i termini del condono edilizio sarebbe un tragico errore”. Lo afferma Legambiente attraverso il suo presidente nazionale Stefano Ciafani, intervenendo nel dibattito sugli emendamenti al decreto Milleproroghe che puntano a riaprire la sanatoria dell’abusivismo edilizio.
Secondo l’associazione ambientalista, una simile scelta finirebbe per incentivare il “mattone illegale”, colpendo in particolare le aree costiere del Paese, come evidenziato dai dati del monitoraggio civico Abbatti l’abuso.
I dati sull’abusivismo lungo le coste
L’analisi di Legambiente mostra che oltre il 60% delle circa 70mila ordinanze di demolizione emesse tra il 2004 e il 2022 in Campania, Puglia, Lazio e Sicilia ha riguardato Comuni costieri. Di queste ordinanze, sottolinea l’associazione, solo il 15,3% è stato effettivamente eseguito.
“Parliamo di territori già fragili”, osserva Ciafani, ricordando come aree in particolare di Sicilia e Calabria siano state recentemente colpite da eventi meteorologici estremi, con danni ingenti e immagini che, secondo Legambiente, dovrebbero indurre a una riflessione seria sulle priorità ambientali e di sicurezza.
Critiche agli emendamenti sul Milleproroghe
Nel mirino dell’associazione finiscono gli emendamenti presentati al decreto Milleproroghe, firmati da esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, molti dei quali eletti in Campania. Secondo Legambiente, si tratterebbe della riproposizione della “ricetta del condono edilizio”, dopo un precedente tentativo già fallito in Senato durante l’iter della legge di Bilancio.
Le proposte alternative di Legambiente
L’associazione auspica che gli emendamenti non abbiano seguito e indica una strada alternativa. “Il Paese, a partire dai territori più colpiti dal cemento illegale, ha bisogno di altro”, sostiene Ciafani, indicando come priorità il rafforzamento delle risorse per Comuni, Prefetture e Procure nelle attività di demolizione degli immobili abusivi, la messa in sicurezza e la riqualificazione dei territori liberati dall’edilizia illegale e la rigenerazione urbana nelle aree metropolitane.
“L’esatto contrario di un ennesimo, sciagurato condono edilizio”, conclude Legambiente.