Il Senato della Repubblica ha approvato un disegno di legge volto a rafforzare il contrasto all’antisemitismo in Italia e a introdurre formalmente una definizione operativa del fenomeno nelle politiche pubbliche. Il provvedimento, promosso dai senatori Massimiliano Romeo, Paolo Pirovano e Giorgio Maria Bergesio, stabilisce strumenti istituzionali, educativi e di monitoraggio per prevenire e contrastare manifestazioni di odio e discriminazione nei confronti delle persone ebree e delle comunità ebraiche.
La definizione di antisemitismo
Il testo legislativo afferma innanzitutto il principio secondo cui la Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo e promuove iniziative volte a contrastarne la diffusione. La legge specifica che tali azioni devono comunque rispettare le libertà costituzionali, tra cui la libertà di espressione, di riunione e di critica politica.
Il provvedimento adotta inoltre la definizione operativa di antisemitismo elaborata nel 2016 dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). Secondo tale definizione, l’antisemitismo è descritto come una determinata percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti, con espressioni verbali o fisiche dirette verso persone ebree o non ebree, verso i loro beni, le istituzioni della comunità ebraica e i luoghi di culto.
Una strategia nazionale triennale
La legge prevede l’adozione di una Strategia nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, che sarà elaborata dal Consiglio dei ministri su base triennale. Il documento programmatico avrà l’obiettivo di prevenire e contrastare fenomeni di odio e discriminazione antisemita, promuovere la conoscenza della storia e della cultura ebraica e rafforzare la coesione sociale, prevedendo al tempo stesso adeguate misure di sicurezza per le comunità ebraiche e per i loro luoghi di aggregazione.
Monitoraggio, scuola e comunicazione
Tra le principali linee di azione previste figurano diverse iniziative istituzionali e culturali. Il disegno di legge stabilisce il monitoraggio degli episodi di antisemitismo attraverso sistemi di raccolta dati già esistenti e prevede misure per contrastare la diffusione di linguaggi d’odio antisemiti online, con il coinvolgimento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Particolare attenzione è dedicata al settore educativo. Il testo incoraggia attività formative nelle scuole e nelle università per approfondire la conoscenza dell’antisemitismo, della diaspora ebraica e della storia dell’ebraismo, anche in occasione del Giorno della Memoria. Le università potranno promuovere progetti di ricerca e individuare figure interne dedicate al monitoraggio e alla prevenzione di episodi discriminatori.
Il provvedimento prevede inoltre iniziative di formazione rivolte alle Forze armate, alle Forze dell’ordine, alla magistratura e al personale prefettizio, oltre a campagne informative sui canali del servizio pubblico radiotelevisivo.
Il ruolo del Coordinatore nazionale
La legge rafforza anche il ruolo del Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo, figura istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Il coordinatore sarà responsabile della preparazione e dell’aggiornamento della Strategia nazionale e presiederà un gruppo tecnico composto da rappresentanti di diversi ministeri, istituzioni culturali e organizzazioni della comunità ebraica.
Nessun nuovo onere per la finanza pubblica
Il testo si conclude con una clausola di invarianza finanziaria: le amministrazioni pubbliche dovranno attuare le disposizioni previste utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.