Altro che dazi: il Franciacorta brinda e conquista il mondo

Nonostante guerre, inflazione e barriere commerciali, il Franciacorta tiene i volumi, difende i prezzi e fa segnare un +5,3% di export nel 2025. Boom in Giappone e Paesi Bassi, bene anche USA e Svizzera

Altro che dazi: il Franciacorta brinda e conquista il mondo

Mentre l’economia globale arranca tra crisi e barriere commerciali, il Franciacorta sceglie di alzare il calice, e i numeri gli danno ragione. È quanto emerge dall’Osservatorio Economico del Consorzio Franciacorta, che fotografa un 2025 di tenuta e ambizione internazionale. L’anno si chiude con oltre 18,9 milioni di bottiglie vendute: un lieve -1% nei volumi rispetto al 2024, ma con un dato che conta di più: prezzo medio stabile a 24,45 euro, segno di un prodotto che mantiene valore e prestigio.

Il mercato italiano resta il cuore pulsante (87,2% delle vendite), ma è all’estero che scatta la scintilla: export +5,3%, con exploit in Giappone (+22,4%) e Svizzera (+8,4%), e una tenuta sorprendente negli Stati Uniti (+1,7%) nonostante i dazi. Brillano anche Belgio (+15,4%) e soprattutto i Paesi Bassi (+37,7%), a conferma di una domanda sempre più ampia e internazionale.

Rispetto al 2019, prima della pandemia, il bilancio è ancora più netto: +7,8% in volumi e +14,3% nei prezzi medi. Numeri che raccontano un brand non solo resiliente, ma in crescita strutturale.

Per Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta, “i risultati del 2025 confermano una realtà sempre più solida, competitiva e riconosciuta sui mercati globali”. Un posizionamento che il territorio intende rafforzare con nuovi investimenti e una strategia chiara.

E il 2026 parte in grande stile: debutto a Wine Paris, presenza a Vinitaly, e ritorno dei grandi appuntamenti, con il Festival di Primavera (14-15 marzo) e il Festival in Cantina (18-20 settembre), con tappe internazionali tra Vienna, Lugano, Miami, Zurigo e Los Angeles.