"Delmastro non può rimanere un minuto di più al suo posto". È netto Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra, che torna ad attaccare il sottosegretario Andrea Delmastro dopo le nuove rivelazioni sul ristorante di cui sarebbe stato socio.
In un post su Facebook, il deputato sostiene che il locale "altro non era che la prosecuzione della precedente attività della famiglia Caroccia e del clan Senese, su cui era intervenuta la magistratura per mafia". Fratoianni punta inoltre il dito sulla gestione delle quote societarie: nelle carte risulterebbe che la 18enne Miriam Caroccia avrebbe liquidato le quote dei soci - tutti dirigenti di Fratelli d'Italia, tra cui Delmastro - con 5mila euro in contanti, senza notaio e senza testimoni, dopo la condanna definitiva per mafia del padre della ragazza.
Non sfugge a Fratoianni la coincidenza sulla cifra: "È abbastanza curioso che la somma sia proprio di 5mila euro, e cioè la soglia stabilita dal governo Meloni per i pagamenti in contanti, mentre prima era di 1.000 euro”.
Il parlamentare chiede poi conto a Delmastro di un altro punto rimasto senza risposta: la mancata comunicazione alla Camera della sua partecipazione alla società, obbligo previsto per legge. "Aveva qualcosa da nascondere?", si chiede Fratoianni, che definisce "sempre più torbida e scivolosa" la vicenda e attacca anche la presidente del Consiglio: "La difesa di Meloni del suo avvocato personale è sempre più imbarazzante".
La conclusione è un ultimatum: "O si dimette o deve dimetterlo Meloni".