La Spagna diventa epicentro di un nuovo scontro politico sull’immigrazione che supera i confini nazionali. La decisione del governo guidato da Pedro Sánchez di regolarizzare oltre mezzo milione di immigrati irregolari si intreccia con un dato demografico senza precedenti: per la prima volta nel Paese i residenti stranieri hanno superato quota 10 milioni.
Record storico: oltre 10 milioni di stranieri
Secondo i dati ufficiali dell’Istituto nazionale di statistica (Ine), il superamento della soglia dei 10 milioni rappresenta un vero “traguardo demografico”. Il risultato è frutto di anni di flussi migratori costanti, della stabilizzazione di famiglie immigrate e della nascita di seconde generazioni, a fronte di una natalità in calo tra la popolazione autoctona e di un progressivo invecchiamento.
La presenza straniera è particolarmente significativa nei grandi centri urbani come Madrid, Barcellona e Valencia, dove incide in modo rilevante sulla forza lavoro e sul tessuto economico. Un cambiamento strutturale che ora assume una forte valenza politica.
La regolarizzazione e la reazione del centrodestra
La scelta dell’esecutivo socialista di regolarizzare oltre 500 mila immigrati irregolari ha provocato immediate reazioni nel centrodestra europeo.
L’eurodeputata della Lega Susanna Ceccardi ha dichiarato: “Mentre l’Italia vara norme concrete per impedire l’ingresso degli immigrati irregolari e potenziare i rimpatri, il governo socialista spagnolo regolarizza oltre mezzo milione di clandestini. Ecco cos’è oggi la sinistra: la prima promotrice dell’invasione e dell’islamizzazione.”
Sulla stessa linea Paolo Inselvini, eurodeputato di Fratelli d'Italia: “La Spagna di Sanchez regolarizza 500'000 immigrati clandestini che risiedono, illegalmente, nel Paese da almeno 5 mesi. E lo hanno detto chiaramente alcuni esponenti della sinistra spagnola: l'obiettivo è sostituire le persone di destra con gli immigrati... Ecco un altro buon motivo per il quale il PPE dovrebbe abbandonare definitivamente l'alleanza insensata con i socialisti e sostenere le nostre proposte come fatto recentemente per il regolamento sui rimpatri nei paesi terzi.”
Nel mirino anche il Partito Popolare Europeo, chiamato a ridefinire i propri equilibri con i socialisti a Bruxelles.
Un caso politico europeo
Il dossier spagnolo si trasforma così in un caso europeo. Da un lato, un governo che rivendica la regolarizzazione come risposta a una realtà demografica consolidata; dall’altro, un centrodestra che legge la misura come un segnale politico destinato a incidere sugli equilibri sociali ed elettorali.
Con oltre 10 milioni di residenti stranieri e una delle più ampie regolarizzazioni degli ultimi anni, la Spagna diventa un banco di prova per l’intera Unione europea sul tema dell’immigrazione.