Dl Ucraina, i fedelissimi di Vannacci verso voto diviso: sì fiducia, no decreto

I "Vannacciani" pronti a sì alla fiducia ma no al Dl Ucraina; contestano gli aiuti a Kiev. Rizzo attacca: “prendete in giro gli italiani”.

Dl Ucraina, i fedelissimi di Vannacci verso voto diviso: sì fiducia, no decreto

Si profila una linea di voto articolata da parte dei deputati vicini al generale Roberto Vannacci nella nuova formazione politica di Futuro Nazionale in occasione dell’esame del decreto Ucraina alla Camera. Secondo quanto trapela da ambienti parlamentari, gli onorevoli sarebbero orientati a votare a favore della fiducia posta dal governo, ma contro il decreto nel voto finale.

La scelta - se confermata - segnala una posizione politica ambivalente: da un lato, la volontà di non aprire una crisi con l’esecutivo e di mantenere una lealtà formale alla maggioranza; dall’altro, una chiara distanza di merito rispetto ai contenuti del provvedimento, che rinnova e rafforza il sostegno militare e finanziario dell’Italia a Kiev.

Il Dl Ucraina, al centro di un acceso dibattito nelle ultime settimane, prevede l’estensione degli aiuti militari, misure di supporto economico e strumenti di cooperazione con il governo ucraino nel quadro dell’allineamento euro-atlantico. Una linea che i deputati riconducibili all’area hanno più volte criticato, invocando una maggiore prudenza, un ruolo più autonomo dell’Italia e una spinta negoziale verso il cessate il fuoco.

In aula, il voto sulla fiducia rappresenterà quindi un test politico significativo: il sì dei sodali del Generale consentirebbe al governo di superare lo scoglio procedurale, ma il successivo no al decreto sancirebbe una frattura politica destinata a pesare sui futuri equilibri interni alla maggioranza.

Nelle prossime ore è atteso l’intervento di alcuni esponenti dell’area in Aula, che potrebbero chiarire le motivazioni di questa scelta e le loro richieste politiche sul dossier ucraino.

Nel frattempo incalza Marco Rizzo (DSP) che, nella pubblicazione del post con fotomontaggio Roberto Vannacci - Alberto Sordi, commenta: "Non si possono prendere in giro gli Italiani."