Emilia-Romagna: la terra continua a tremare, due scosse in pochi minuti

Due scosse ravvicinate di magnitudo 4.3 e 4.1 hanno colpito l’Emilia-Romagna, avvertite in più province e lungo la costa. Nessun danno a persone o edifici. La risposta delle autorità conferma la resilienza del territorio.

Emilia-Romagna: la terra continua a tremare, due scosse in pochi minuti
Photo by Anastasia R. / Unsplash

Il territorio dell’Emilia-Romagna è stato interessato da una sequenza sismica ravvicinata, registrata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Il primo evento sismico si è verificato alle ore 9:27, con una magnitudo 4.3 ed epicentro a Russi (Ravenna). A distanza di soli due minuti, alle ore 9:29, è stata rilevata una seconda scossa di magnitudo 4.1, con epicentro a Faenza, sempre nel ravennate. Entrambi i terremoti, di natura superficiale, sono stati distintamente avvertiti dalla popolazione e hanno interessato un’area piuttosto ampia, coinvolgendo le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Bologna (Imola), oltre a essere percepiti lungo la costa adriatica.

I primi bilanci

Nonostante l’intensità delle scosse abbia spinto numerosi cittadini a scendere in strada, in particolare a Forlì e nei comuni limitrofi, il bilancio preliminare della sequenza sismica è complessivamente positivo. A seguito dei primi sopralluoghi tecnici, il sindaco di Faenza, Massimo Isola, e il sindaco di Imola, Marco Panieri, hanno confermato l’assenza di danni strutturali a persone o immobili.


Valutazione del contesto e resilienza del territorio

L’evento sismico si inserisce in un quadro di stress cumulativo per l’area, già messa alla prova solo tre giorni fa da un grave episodio di gelicidio. In questo contesto complesso, la risposta delle autorità locali ha evidenziato elementi di particolare solidità del sistema territoriale. La gestione definita “composta” dai sindaci riflette un’elevata efficienza dei protocolli di emergenza e una significativa maturità operativa del sistema di protezione civile locale. Inoltre, l’assenza di danni rilevanti, nonostante scosse con magnitudo superiore a 4.0, suggerisce una buona tenuta del patrimonio edilizio, favorita dall’applicazione delle normative antisismiche e da politiche di manutenzione preventiva e prevenzione strutturale.