Sono complessivamente 120 i casi di epatite A registrati nel Lazio, con il maggior numero concentrato tra Roma e la provincia di Latina. Nella Capitale si contano 50 contagi nelle aree coperte dalle Asl Roma 1 e Roma 2, mentre altri 24 casi sono stati segnalati nel territorio pontino, in diverse città tra cui Aprilia, Latina e Terracina. Episodi isolati si registrano anche nel resto della regione.
Nonostante l’aumento dei contagi, la situazione non desta particolare allarme sanitario. Dalla Regione fanno sapere che nessun paziente è in condizioni gravi e che, nella maggior parte dei casi, le persone colpite sono già in via di guarigione. Anche dall’Istituto Spallanzani confermano l’assenza di ricoveri critici.
Le autorità sanitarie monitorano costantemente l’evoluzione del fenomeno e, secondo le ultime indicazioni, non si prevedono nuovi picchi nelle prossime settimane. L’origine dei contagi sarebbe riconducibile al consumo di frutti di mare crudi, in particolare a una partita di cozze provenienti dalla Campania e ritirata dal mercato già lo scorso 20 febbraio.
Proprio in Campania si era registrato un incremento significativo di casi, legati al consumo di molluschi non adeguatamente trattati. Con l’emergere dei primi contagi nel Lazio, è stata attivata una task force sanitaria, soprattutto nella provincia di Latina, per coordinare controlli e prevenzione.
Le autorità raccomandano alcune semplici precauzioni: lavare accuratamente le mani, consumare solo alimenti ben cotti ed evitare cibi crudi o poco cotti. Misure fondamentali per contenere la diffusione del virus e prevenire nuovi casi.