Nuovo passaggio giudiziario nell’inchiesta torinese sull’eredità di Marella Agnelli, la vedova dell’Avvocato scomparsa nel 2019. Come riferisce Adnkronos, il gip di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova avanzata dai legali di John Elkann, nipote di Gianni Agnelli e presidente di Exor. Di conseguenza, gli atti dell’indagine tornano alla procura, che dovrà ora notificare un nuovo avviso di chiusura delle indagini.
La richiesta di messa alla prova, nei mesi scorsi, aveva ricevuto parere favorevole dai pm, ma il giudice per le indagini preliminari ha scelto di non accoglierla. Una decisione che non sorprende la difesa di Elkann. L’avvocato Paolo Siniscalchi, al termine dell’udienza, ha spiegato che il rigetto era “una decisione attesa” e che, di fatto, l’istanza aveva ormai perso rilevanza per il collegio difensivo, anche alla luce della “frammentazione del quadro processuale” venutasi a creare.
Secondo il legale, il passaggio non modifica la strategia difensiva: con il ritorno degli atti ai pm, si procederà verso la chiusura formale delle indagini e poi al confronto nel merito. “Dimostreremo che John Elkann non ha fatto nulla”, ha ribadito Siniscalchi.
Sulla stessa linea anche l’avvocato Federico Cecconi, che ha escluso qualsiasi calcolo legato a eventuali termini di prescrizione. “Difendiamo una persona che non ha fatto niente”, ha affermato, sottolineando la volontà di provare in sede processuale la totale estraneità del suo assistito rispetto ai fatti contestati.