I bambini della cosiddetta "famiglia nel bosco" stanno fisicamente bene, ma presentano segnali evidenti di sofferenza psicologica. È quanto emerge dalla visita della Garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni nella casa-famiglia di Vasto dove sono ospitati i fratelli Trevaillon dopo l'allontanamento dalla famiglia.
Nel comunicato diffuso al termine dell'incontro, la Garante descrive una situazione delicata: i minori mostrerebbero "notevole agitazione psicomotoria" e un atteggiamento di "paura e diffidenza verso gli estranei". Un quadro che, secondo Terragni, non sorprende considerando "i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti", tra cui l'improvvisa separazione dalla madre.
Terragni si è detta contraria anche all'ipotesi di un ulteriore trasferimento dei bambini in un'altra struttura, come previsto da una recente ordinanza del tribunale. Una scelta che, secondo la Garante, rischierebbe di peggiorare ulteriormente la loro condizione: "Costituirebbe un ulteriore trauma ad aggravare una situazione psicologica già evidentemente problematica".
Per questo la Garante ha accolto con favore l'iniziativa della tutrice e della curatrice dei minori di presentare un'istanza per sospendere il provvedimento, consentendo ai bambini di restare nella struttura di Vasto almeno in questa fase.
Sul merito della vicenda, Terragni ribadisce una posizione critica: a suo avviso esisterebbe "un'evidente sproporzione tra le problematiche riscontrate nella famiglia Trevaillon e la decisione di sradicare i bambini dalla loro casa". La responsabile dell'Autorità per l'infanzia individua inoltre un nodo nel funzionamento dei servizi sociali, sostenendo che le difficoltà iniziali non sarebbero state affrontate con strumenti adeguati.
Nel comunicato si segnala anche che l'assistente sociale coinvolta nel caso non avrebbe accettato un confronto diretto con l'Autorità garante.
Particolarmente duro anche il passaggio dedicato alla madre dei bambini, Catherine Birmingham. Terragni parla di una "demonizzazione misogina" nei suoi confronti e critica le definizioni usate nei procedimenti giudiziari, che la descrivono come "ostativa e oppositiva". Citando il giornalista Giuliano Ferrara, la Garante la definisce "una madre comprensibilmente nervosa, bollata come una strega maternale ed espropriata della potestà genitoriale".
La vicenda resta nelle mani della magistratura. Ma i bambini, ricorda la Garante, non possono aspettare i tempi di un tribunale.