Ancora un femminicidio, ancora una vita spezzata tra le mura domestiche. Valentina Sarto, 42 anni, è stata uccisa oggi a Bergamo dal marito, Vincenzo Dongellini, 49 anni, al culmine di un’aggressione violenta in cui la donna è stata colpita più volte con un coltello in punti vitali.
I due erano sposati da maggio dello scorso anno, ma la loro relazione durava da circa dieci anni. Dopo l’omicidio, l’uomo ha tentato di togliersi la vita senza riuscirci: è stato arrestato e si trova ora piantonato in ospedale. Secondo quanto emerso, alle forze dell’ordine non risultavano precedenti denunce o segnalazioni ufficiali di dissidi nella coppia. Tuttavia, una vicina avrebbe riferito di litigi frequenti tra i due. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti, anche la possibilità che la donna avesse recentemente incontrato un altro uomo.
La notizia ha scosso profondamente la città. “Un femminicidio è un crimine agghiacciante, una ferita profonda per tutta la società”, ha dichiarato la sindaca Elena Carnevali. “Non possiamo permettere che diventi solo un numero: dietro ogni caso ci sono una storia, un volto, una vita”.
Parole che richiamano l’urgenza di affrontare un fenomeno che continua a ripetersi. “La violenza non nasce all’improvviso, ma si costruisce nel tempo, tra controllo, isolamento e minacce spesso invisibili”. La sindaca ha sottolineato l’importanza della prevenzione, dell’educazione e del rafforzamento delle reti territoriali e dei centri antiviolenza, strumenti fondamentali per intercettare situazioni di rischio.
“Dobbiamo sconfiggere la cultura del possesso e della sopraffazione”, ha concluso. La città di Bergamo si stringe ora attorno ai familiari della vittima, colpita da una violenza che continua a interrogare l’intero Paese.