Femminicidio a Monza, tenta di uccidere la compagna davanti al figlio

A Monza, Sergio Laganà ha accoltellato la compagna 31enne durante una lite domestica, davanti al loro bimbo di 2 anni. La donna è in terapia intensiva dopo un delicato intervento. L’aggressore si è consegnato ai Carabinieri ed è in arresto per tentato omicidio.

Femminicidio a Monza, tenta di uccidere la compagna davanti al figlio
Photo by Marios Gkortsilas / Unsplash

In un’abitazione di via Muggiò (Monza), si è consumata una grave aggressione ai danni di una donna di 31 anni. L’autore del reato, Sergio Laganà, 43 anni, addetto presso un’officina meccanica, ha colpito la compagna con numerose coltellate al culmine di una lite domestica poco prima l'orario di cena.

La crisi familiare e tragedia

L’aggressione è maturata in un contesto di crisi relazionale: la coppia, infatti, era in fase di separazione. La situazione ha avuto un aggravante particolarmente delicata, poiché al momento del delitto era presente in casa il figlio della coppia, un minore di soli due anni. Dopo l’atto, Laganà si è recato spontaneamente presso la caserma dei Carabinieri di Monza, con gli indumenti ancora intrisi di sangue, e ha reso piena confessione. È stato immediatamente tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio aggravato e trasferito in casa circondariale.

La lotta per la vita

La vittima ha dimostrato grande resilienza, riuscendo a contattare immediatamente familiari e conoscenti dopo l’aggressione. Trasportata d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza, è stata sottoposta a un delicato intervento chirurgico per lesioni interne multiple, la più critica delle quali al polmone. Attualmente è ricoverata in terapia intensiva: le sue condizioni sono stabili, ma la prognosi rimane riservata e la paziente è sotto stretto monitoraggio clinico.

Indagini in corso e tutela del minore

L’Arma dei Carabinieri sta procedendo con le attività investigative sotto il coordinamento della Procura di Monza. Nelle prossime ore saranno ascoltati familiari e amici della coppia per ricostruire il pregresso relazionale e individuare eventuali segnali d’allarme precedenti. Contestualmente, è stata attivata la rete di protezione per il figlio della coppia, testimone oculare dell’evento traumatico, al fine di garantirne la sicurezza e il supporto psicologico necessario.