"Forse merita il Nobel. Il Pakistan": il tweet di Gentiloni accende il dibattito

Il tweet di Gentiloni divide: elogi al Pakistan mediatore, ma anche critiche su conflitti e dubbi sul ruolo dell’Europa nello scenario globale

"Forse merita il Nobel. Il Pakistan": il tweet di Gentiloni accende il dibattito

Un messaggio breve, ma capace di far discutere. L'ex premier ed ex commissario europeo agli Affari economici Paolo Gentiloni ha scritto stamattina su X: "Forse merita il Nobel. Il Pakistan". In poche ore il post ha superato le 268mila visualizzazioni, trasformandosi in un caso politico e mediatico.

Il riferimento è al ruolo crescente di Islamabad nella crisi in Medio Oriente. Il premier Shehbaz Sharif ha lanciato un appello per un cessate il fuoco di due settimane, invitando le parti coinvolte a fermare le ostilità, chiedendo all'Iran la riapertura dello Stretto di Hormuz e agli Stati Uniti di prorogare le scadenze diplomatiche.

Secondo Reuters, Teheran starebbe valutando positivamente la proposta, aprendo uno possibile spazio di mediazione. Il Pakistan si sta così ritagliando un ruolo sempre più centrale nello scenario geopolitico, affiancando Turchia ed Egitto in un'azione diplomatica che segue di pochi mesi un'altra partita ad alto rischio: nel 2025 Islamabad era già stata tra i protagonisti della de-escalation tra India e Pakistan, due potenze nucleari arrivate ai ferri corti prima di un fragile accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

Le reazioni al tweet di Gentiloni sono state però molto contrastanti. Da un lato, diversi utenti, soprattutto pakistani, hanno accolto positivamente il riconoscimento implicito. Dall'altro, molti commenti hanno ricordato le operazioni militari condotte dal Pakistan in Afghanistan, con migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati: una contraddizione difficile da ignorare per chi invoca un Nobel per la Pace.

Non sono mancate le polemiche sull'Europa: diversi commentatori hanno sottolineato come l'Unione Europea sia rimasta ai margini delle principali mediazioni internazionali, lasciando spazio ad altri attori. Una critica che riflette un dibattito più ampio sul ruolo politico e diplomatico di Bruxelles nello scenario globale.

Il tweet di Gentiloni, volutamente sintetico, ha avuto il merito, o il difetto, a seconda dei punti di vista, di aprire una domanda che va ben oltre il Pakistan: chi conta davvero nella diplomazia globale di oggi, e cosa fa l'Europa mentre il mondo brucia?