Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, la Francia registra un incremento naturale negativo. Con una popolazione totale di 69,1 milioni di abitanti, in crescita solo dello 0,25%, il Paese segna un saldo naturale -6.000, frutto della differenza tra nascite 645.000 e decessi 651.000. Questo dato storico rappresenta la fine della storica “eccezione demografica francese”, che per decenni l’aveva contraddistinta in Europa. Oggi, la Francia si allinea al trend di invecchiamento del resto del continente, dove la crescita naturale insufficiente non è più sufficiente a garantire un aumento della popolazione.
La drammatica discesa delle nascite minaccia il futuro demografico e lavorativo del Paese
Il calo delle nascite ha raggiunto livelli critici, segnando un punto di svolta preoccupante per le proiezioni future della forza lavoro. Nel 2025 sono previsti appena 645.000 nuovi nati, con una diminuzione del 2,1% rispetto all’anno precedente e un crollo del 24% rispetto al picco del 2010. Parallelamente, l’Indice di Fertilità Totale (TFR) è precipitato a 1,56 figli per donna, il dato più basso dal termine della Grande Guerra, a fronte di un TFR di 2,02 nel 2010. Tra le cause principali di questa drammatica contrazione si segnalano l’instabilità del mercato del lavoro, la crisi del settore abitativo, le crescenti difficoltà nel bilanciare vita privata e lavoro e le incertezze derivanti da scenari globali instabili, tra cui cambiamenti climatici e tensioni geopolitiche. Questa tendenza pone interrogativi seri sul futuro demografico del Paese e sulla sostenibilità della sua forza lavoro, richiedendo interventi mirati e urgenti.
L’impatto dell’invecchiamento demografico e degli eventi contingenti sulla mortalità in Francia nel 2025
Nel 2025 la Francia ha registrato un aumento dei decessi pari all’1,5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 651.000 persone scomparse. Questo incremento riflette principalmente l’ingresso della generazione dei baby boomer nelle fasce d’età ad alta criticità, confermando come l’invecchiamento della popolazione continui a rappresentare una sfida strutturale per il Paese.
Accanto a questo fenomeno demografico, fattori contingenti hanno contribuito a intensificare la mortalità: in particolare, un’epidemia influenzale particolarmente virulenta nel primo trimestre del 2025 ha colpito soprattutto gli individui più anziani, accentuando l’impatto complessivo sull’andamento dei decessi.
L’Europa di fronte alla sfida demografica: un cambiamento senza precedenti
L’Europa si trova a un bivio demografico storico, per decenni, la Francia ha detenuto il ruolo di “motore demografico” dell’Unione Europea, contribuendo in modo significativo alla crescita e al rinnovamento della popolazione del continente. Oggi, però, questo primato è passato: solo cinque paesi, Cipro, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Svezia, mantengono ancora un saldo naturale positivo. La Danimarca si trova in pareggio, mentre il resto dell’UE registra un progressivo declino demografico.
Questi dati non sono semplici numeri: rappresentano un segnale chiaro della trasformazione sociale ed economica che l’Europa sta attraversando. La diminuzione della popolazione può avere conseguenze profonde sul mercato del lavoro, sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali e sul tessuto sociale. È quindi urgente affrontare queste sfide con politiche mirate che favoriscano la natalità, l’integrazione dei giovani e l’inclusione delle famiglie, così da garantire un futuro stabile e prospero al nostro continente.