Garante della Privacy arriva la Finanza: si indaga per corruzione e peculato

La Guardia di Finanza ha acquisito documenti al Garante della Privacy di Roma nell’ambito di un’indagine per peculato e corruzione che coinvolge il presidente Stanzione e altri vertici. L’inchiesta mira a verificare l’uso dei fondi pubblici e la gestione dell’ente.

Garante della Privacy arriva la Finanza: si indaga per corruzione e peculato

Gli specialisti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (Pef) della Guardia di Finanza hanno avviato una massiva acquisizione di documentazione presso gli uffici del Garante della Privacy a Roma. L'intervento si inquadra in un'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco.

Profili soggettivi dell’indagine e ipotesi di reato

L’inchiesta interessa i vertici dell’Autorità indipendente e mette in luce possibili criticità nella governance dell’ente. Tra i soggetti indagati figurano il Presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri del Collegio. Il procedimento ipotizza i reati di peculato e corruzione, attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria. Nell’ambito delle attività investigative sono in corso sequestri di documentazione cartacea e di supporti informatici, finalizzati all’analisi forense dei flussi documentali e finanziari.

Origine dell’indagine e finalità investigative

L’input investigativo risulterebbe connesso alle rivelazioni emerse in recenti inchieste giornalistiche. L’obiettivo degli accertamenti è verificare la regolarità delle procedure amministrative e l’utilizzo delle risorse pubbliche in dotazione all’Autorità. In tale contesto, gli inquirenti stanno incrociando i dati acquisiti nel corso delle indagini con le segnalazioni relative a presunte condotte illecite, sia nella gestione interna dell’ente sia nei rapporti intrattenuti con soggetti esterni.

Implicazioni per le organizzazioni e gestione del rischio

L’indagine comporta diverse implicazioni per le organizzazioni che interagiscono regolarmente con il Garante. Una potenziale crisi ai vertici dell’Autorità potrebbe infatti influire sulla stabilità istituzionale, rallentando i processi decisionali e le attività consultive in corso. Inoltre, il coinvolgimento della massima autorità di controllo in ipotesi di corruzione genera rischi reputazionali significativi per l’intero sistema di protezione dei dati in Italia. Per questo motivo, è consigliabile monitorare attentamente l’evoluzione del procedimento, al fine di anticipare eventuali cambiamenti strutturali o nomine commissariali nell’ente.