GEDI cede La Stampa al Gruppo Sae: trattative avanzate anche per La Repubblica

La Stampa passa al Gruppo Sae; avanti anche la vendita di Repubblica e delle radio a investitori esteri, confermato Orfeo

GEDI cede La Stampa al Gruppo Sae: trattative avanzate anche per La Repubblica

Il Gruppo GEDI, storico editore di quotidiani italiani controllato dalla famiglia Agnelli attraverso la holding Exor, ha compiuto un passo decisivo nella ridefinizione della sua struttura proprietaria. È stato infatti firmato un contratto preliminare per la cessione del quotidiano La Stampa al Gruppo Sae. La notizia è stata diffusa tramite un comunicato stampa congiunto dei gruppi coinvolti, segnando una tappa significativa nella lunga fase di riorganizzazione del gruppo editoriale.

L’accordo preliminare con Sae riguarda non solo la storica testata torinese, ma anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa e la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale. La transazione comprende inoltre le attività di staff e di supporto alla redazione.

La cessione di La Stampa, che è stata di proprietà degli Agnelli per quasi un secolo, avverrà tramite un veicolo di nuova costituzione controllato dal gruppo Sae. Nel progetto è previsto anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord‑Ovest italiano. Le parti stimano di completare l’operazione entro il primo semestre del 2026, una volta conclusi gli iter burocratici e le consultazioni sindacali previste.

Verso la cessione di La Repubblica e altri asset

Secondo le fonti di retroscena citate da Dagospia, sarebbe inoltre in fase avanzata anche l’accordo per la cessione di La Repubblica, delle principali radio del gruppo e della concessionaria pubblicitaria Manzoni ad Antenna Group, gruppo editoriale greco guidato dal magnate Theodore (Theo) Kyriakou.

L’operazione riguarderebbe quindi gli asset editoriali e le piattaforme multimediali più strategiche di GEDI, con l’obiettivo di definire nei prossimi mesi i dettagli dell’accordo. Per La Repubblica, Dagospia riferisce che nel piano sarebbe prevista anche la riconferma del direttore Mario Orfeo alla guida della testata, sebbene la situazione rimanga in evoluzione.