Un episodio senza precedenti scuote i rapporti tra Israele e la Chiesa cattolica. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa e il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, sono stati fermati dalla polizia israeliana mentre si dirigevano verso la Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme, che apre la Settimana Santa.
Secondo quanto riferito dal Patriarcato latino di Gerusalemme, i religiosi sarebbero stati bloccati lungo il percorso nella Città Vecchia e “costretti a tornare indietro“, pur muovendosi in forma privata e senza alcuna processione. Una decisione che ha suscitato una dura reazione: “Per la prima volta da secoli ai capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa nel Santo Sepolcro”
Le autorità israeliane giustificano il provvedimento con le rigide norme di sicurezza in vigore dall’inizio della guerra, che vietano assembramenti superiori a 50 persone. Tuttavia, il Patriarcato contesta la misura, definendola “palesemente irragionevole e sproporzionata”, sottolineando come si trattasse di due sole persone e che la Chiesa abbia sempre rispettato le restrizioni.
L’episodio viene interpretato come un punto di forte tensione nei rapporti diplomatici: “Un grave precedente”, si legge nella nota, che “ignora la sensibilità di milioni di fedeli nel mondo”. Nonostante l’accaduto, Pizzaballa ha invitato alla calma, parlando di “una situazione complicata” e ribadendo la necessità di essere “strumenti di pace e riconciliazione”.
Immediate le reazioni dall’Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà e convocato l’ambasciatore israeliano, definendo inaccettabile l’accaduto. Anche la premier Giorgia Meloni ha parlato di “offesa ai credenti”, sottolineando il valore universale del Santo Sepolcro e della libertà religiosa.
L’episodio si inserisce in un quadro già teso, segnato dai conflitti in Medio Oriente e dalle crescenti frizioni tra il governo israeliano e la Santa Sede, mentre la Settimana Santa si apre sotto il segno della crisi e delle divisioni.