Giornata Mondiale della Sindrome di Down: Anffas lancia campagna "Insieme contro la solitudine"

L'Associazione celebra la Giornata mondiale della sindrome di Down evidenziando il bisogno di relazioni e inclusione per chi vive isolamento.

Giornata Mondiale della Sindrome di Down: Anffas lancia campagna "Insieme contro la solitudine"

In occasione della Giornata della sindrome di Down, che si celebra il 21 marzo, l’Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Disturbi del Neurosviluppo (Anffas) promuove quest’anno la campagna “Insieme contro la solitudine”. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di isolamento ed emarginazione che ancora oggi colpiscono molte persone con sindrome di Down e, più in generale, individui con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, così come le loro famiglie.

Le testimonianze raccolte dagli “Stati Generali Anffas sulle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo”, tenutisi tra il 2023 e il 2025, evidenziano un disagio profondo legato alla vita quotidiana. Tra le dichiarazioni riportate, alcuni autori esprimono il desiderio di condividere momenti semplici come una pizza o un film con amici, o la necessità di avere qualcuno con cui parlare e sentirsi ascoltati. Al contempo, emerge la percezione di discriminazione e di mancato riconoscimento nella società.

Secondo Anffas, contrastare la solitudine significa innanzitutto affrontare le barriere culturali, i pregiudizi e gli stereotipi ancora presenti nella società. L’associazione sottolinea l’importanza di creare reti di sostegno e comunità accoglienti e inclusive, che permettano alle persone con disabilità di esprimere le proprie potenzialità, coltivare relazioni significative e partecipare attivamente alla vita della comunità. Fondamentale è anche il supporto alle famiglie, spesso lasciate sole di fronte a carenze di servizi e sostegni.

“Solitudine non indica solo assenza di compagnia, ma anche assenza di ascolto, di opportunità e di condizioni per poter essere riconosciuti come parte della comunità”, afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas. “È quindi fondamentale operare su questo assunto per costruire contesti realmente inclusivi, in cui nessuno resti indietro”.