Giovani italiani informati e partecipi al referendum: Gen Z e Millennials votano per dovere civico, non solo per social

Under 35 partecipano al voto con consapevolezza: informazione da media e social, bassa l’influenza di scuola e università.

Giovani italiani informati e partecipi al referendum: Gen Z e Millennials votano per dovere civico, non solo per social

Una ricerca di SEC Newgate Italia condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 35 anni (nati dal 1991) ha interrogato 500 giovani elettori intervistandoli tra il 25 e 26 marzo. Quello che ne esce è che all'ultimo referendum costituzionale la Generazione Z e quella dei Millennials ha espresso un voto informato e consapevole.

Il 68% dei giovani è andato a votare perché, a loro detta, è un dovere civico e l’unico modo per contare qualcosa. Una percentuale leggermente inferiore al 10% dei giovani elettori per un interesse ben individuato: mi interessano i temi della giustizia, delle carceri e dei diritti, mentre il 14% per dare un segnale politico; volevo esprimere un giudizio sull’operato del Governo o di membri del Governo, a prescindere dal tema tecnico.

Una ritratto molto lontano dalla narrazione che dipinge i giovani come disimpegnati e "sdraiati". La ricerca mostra anche i luoghi, reali o virtuali, nei quali Gen Z eMillennialshanno maturato o consolidato le proprie convinzioni rispetto al voto. Colpisce positivamente il ruolo dei mezzi d’informazione, mentre scuola e università sono marginali.

Social media, 61% (trend confermato anche dalla recente analisi del Reuters Institute), media tradizionali e siti di informazione, 57%: sono queste le principali fonti di informazioni che gli under 35 hanno utilizzato per reperire informazioni e approfondire il tema della giustizia in vista della tornata elettorale. Una sorpresa rispetto al cliché che vuole i giovani solo legati ai social. Seguono, anche se molto distanziati, la famiglia, 33%, i podcast, 21%, i dibattiti pubblici, 20,6%. Poco citata la scuola/università, solo il 6% del totale degli intervistati, poco più del 10% nella fascia 18/24 anni. La famiglia per 1 giovane elettore su 3 rimane un soggetto da ascoltare, soprattutto tra le ragazze (36,1% contro il 30,8% dei maschi).

L’86% ritiene di essere arrivato al voto sufficientemente informato e consapevole. Il 64% ritiene di “avere compreso i punti chiave della riforma proposta, aiutati anche da articoli, video riassuntivi e info grafiche”, il 22% ha “letto il testo e seguito i dibattiti. I meno consapevoli hanno votato basandosi più sulla fiducia verso un partito o un’associazione (es. ANM, CGIL, partiti di governo) o personaggi noti (10%), ma solo il 4% ha “deciso all’ultimo momento o per i sentito dire. I più preparati o perlomeno i più sicuri di esserlo, sono i giovani del Nord Ovest col 91% delle risposte (completamente informato / abbastanza informato).