Il Giro delle Fiandre tra nostalgia e innovazione: l'ombra del "Muur" e il blackout Rai

Fiandre moderno e spietato, ma senza il fascino del Muur. Percorso meno imprevedibile e polemica per l’assenza della diretta Rai

Il Giro delle Fiandre tra nostalgia e innovazione: l'ombra del "Muur" e il blackout Rai

Ed eccoci al secondo appuntamento con le Classiche Monumento, De Ronde come la chiamano i fiamminghi.
Una vera e propria festa di popolo, fiumi di birra ed odore pregnante di fritto, un enorme carosello che si snoda per tutto il Belgio fiammingo che da alcuni anni parte da Antwerp (Anversa), in alternanza con Brugge (Bruges), per arrivare a Oudenaarde dopo aver superato sedici muri di cui nove in pavě e altri sei tratti piani di strada in pavè Da alcuni anni il percorso è più o meno questo con la fase decisiva tra il secondo passaggio sul vecchio Kwaremont seguito da Pateberg e Koppenberg e il terzo passaggio sul Kwaremont e il secondo sul Pateberg. Percorso durissimo e corsa che non può sfuggire ad un campione vero, ma... personalmente non è Ronde senza il Geraardbergen o muro di Grammont o più semplicemente Muur.

Il mio può sembrare un discorso da nostalgici ma il vecchio percorso con il Kappelmuur (ennesimo altro nome) e il Bosberg in sequenza tra i quindici e i dieci chilometri all'arrivo era più affascinante, ugualmente selettiva con tutti i passaggi chiave negli ultimi novanta chilometri ma aperta a più soluzioni, con uno spazio più ampio alla fantasia e al coraggio e con il fascino di quella salita simbolo al posto giusto.

Musseuw anticipava spesso il Muur partendo sul meno noto len Bosse, Van Hooydonck invece rimaneva agganciato in ultima posizione e poi sferrava l'attacco sul Bosberg, Argentin si inventò un attacco in pianura ancor prima del Berendries, per non parlare di Durand che addirittura era già in fuga sul vecchio Kwaremont allora primo punto cruciale del tracciato.

Il percorso attuale lascia poco all'improvvisazione, è brutale e selettivo senza far sconti a nessuno, chiaro è il fatto che difficilmente può sfuggire ad uno dei soliti noti, Pogacar, Van der Poel, Evenepoel o allo sfortunato Van Aert. A dirla onestamente qualcuno c'è riuscito, il nostro Bettiol, il danese Asgreen, Gilbert e Terpstra ma con gli attori attuali la vedo complicata. Il vero problema è però sempre e comunque l'assenza dal percorso della salita simbolo, di quel Muur che io paragono al Poggio per la Sanremo, al Kemmel per la Gand Wevelgem, alla Redoute per la Liegi, è vero non sono più decisivi come un tempo ma nobilitano la corsa e visto che parliamo di una classica Monumento questa cancellazione appare ai miei occhi ancor più grave.

Ho ancora un altro rimprovero da fare, la corsa non sarà trasmessa dalla Rai... non voglio neppure sapere il perchè nè tantomeno mi sono informato, trovo che sia una cosa veramente assurda e poco rispettosa per gli appassionati di ciclismo che come me aspettano queste corse come un bimbo aspetta l'uovo la mattina di Pasqua... a proposito Buona Pasqua a tutti voi...