A due giorni dall’avvio del procedimento giudiziario, si riaccende il dibattito a Como attorno alla vicenda che vede imputato Cecco Bellosi, 78 anni, accusato di aver danneggiato, nella notte del 28 aprile 2023, “beni esposti per necessità alla pubblica fede”. A riferirlo è l’agenzia ANSA, che ricostruisce i contorni della vicenda legata alla teca collocata davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, contenente le fotografie di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, fucilati in quel luogo il 28 aprile 1945.
Secondo l’imputazione, Bellosi avrebbe danneggiato la teca commemorativa. L’imputato ha tuttavia sempre respinto l’accusa di danneggiamento, dichiarando di aver unicamente rimosso “i fiori che mani fasciste avevano collocato sopra la teca”, senza provocare danni alla struttura.
Figura nota nel panorama politico e sociale locale, Bellosi è stato in passato esponente di Potere Operaio e ha avuto trascorsi come militante delle Brigate Rosse. Attualmente ricopre il ruolo di coordinatore della comunità “Il Gabbiano”, realtà impegnata nel sostegno a persone con problemi di tossicodipendenza e nel reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti.
Il processo è fissato per venerdì 27 febbraio presso il Tribunale di Como. In vista dell’udienza, la sezione cittadina dell’Anpi e il circolo Arci di Como hanno annunciato l’organizzazione di un presidio di protesta all’esterno del palazzo di giustizia.