Gratteri nella bufera: 88% di sentiment negativo dopo le parole sul referendum

La rilevazione dello spin doctor Domenico Giordano registra l’87,9% di conversazioni negative nelle ultime 24 ore dopo l’intervista al Corriere della Calabria.

Gratteri nella bufera: 88% di sentiment negativo dopo le parole sul referendum

Nelle ultime 24 ore l’analisi del sentiment manifestato dagli utenti attorno al nome del procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri ha registrato una quota fortemente negativa, con una percentuale di circa l’87,9% di conversazioni online con sentiment sfavorevole secondo una rilevazione prodotta dallo spin doctor Domenico Giordano. La predominanza di reazioni negative si è accentuata dopo la diffusione di un’intervista pubblicata dal Corriere della Calabria in cui Gratteri ha sostenuto, commentando il referendum confermativo sulla riforma della giustizia, che “voteranno Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”, contrapponendo a questa definizione il fatto che “per il No voteranno le persone perbene, quelle che credono che la legalità sia importante” per il cambiamento istituzionale e giudiziario.

Le parole del procuratore, pronunciate nel contesto di un’intervista video al Corriere della Calabria e successivamente commentate dal magistrato anche in televisione cercando di precisare che non intendeva attribuire a tutti gli elettori del Sì categorie di imputati o appartenenti a centri di potere, hanno scatenato una reazione politica e sociale significativa. Esponenti di governo e delle istituzioni hanno definito le affermazioni gravi e offensive per milioni di cittadini, con il presidente del Senato che si è detto “basito” dal contenuto delle parole e altri leader politici che hanno annunciato l’intenzione di denunciarle o di sollecitare un confronto istituzionale più sobrio.

Tajani su Facebook: "Sono una persona perbene, non sono massone, non sono indagato e non sono imputato, non faccio parte di alcun centro di potere. E voterò convintamente SÌ al referendum sulla riforma della giustizia. Le parole del procuratore Nicola Gratteri sono un attacco alla libertà e alla democrazia che offende milioni di italiani."

Sul fronte istituzionale anche il Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto una pratica per valutare eventuali profili disciplinari legati alle dichiarazioni del magistrato, mentre il dibattito sul referendum ha assunto toni più accesi, con accuse di strumentalizzazione e di elevata polarizzazione in corso tra promotori del Sì e del No.