Harry Potter, la serie: profumo di casa

Nuova serie di Harry Potter: tra novità e nostalgia, il trailer riaccende la magia e il senso di appartenenza di sempre.

Harry Potter, la serie: profumo di casa

Davanti alle parole cicatrice, magia e amicizia snocciolate in sequenza il pensiero vola verso un'unica direzione: Harry Potter. Il 26 marzo è stato rilasciato il trailer della nuova serie basata sui romanzi di J.K.Rowling. Nelle prime immagini disponibili si percepisce chiaramente un approccio diverso, ma anche qualcosa di familiare, un componente che si potrebbe chiamare l’odore di casa.

Da quando è trapelata pubblicamente la notizia del progetto, fino al lancio del trailer, le opinioni sono state contrastanti e divisive: dalle critiche al cast al timore di snaturare un caposaldo cinematografico, fino alle scelte stilistiche. Eppure, tra le immagini, c’è qualcosa che riesce subito a riportare lo spettatore in un luogo preciso: tra i corridoi di Hogwarts, tra candele sospese e tavolate infinite, magari con una tazza fumante di Burrobirra tra le mani.

Il breve video per quel che mostra, lascia intravedere elementi nuovi, dettagli complicati da trasporre nei film, a causa dei necessari tagli dovuti al riadattamento del racconto per il copione e momenti che i lettori riconosceranno subito: il lago nero, i silenzi nei dormitori, le lezioni cariche di mistero. L’interpretazione degli attori, dai più giovani ai più esperti, sembra degna di nota. Ma qui non si entra nel merito delle scelte riguardanti il casting che stanno facendo discutere, come quella di Paapa Essiedu che interpreterà Severus Piton, bensì della trama.

Perché questa è innanzitutto una storia di formazione. La storia di un ragazzino che a soli undici anni ha già conosciuto il dolore, ma anche quella di un’amicizia che nasce tra i banchi di scuola, tra risate, paure e piccole grandi scoperte. È la magia che ha portato un’intera generazione a credere in qualcosa di più grande: il rumore dei passi nei corridoi, il crepitio dei camini, le urla di gioia durante le partite di quidditch (il gioco del boccino d’oro e delle scope volanti), le lettere che arrivano all’improvviso.

Questa serie si propone come un nuovo racconto capace di unire ancora una volta nonni, genitori e ragazzi, con uno sguardo più attento a tutto ciò che nei film è stato necessariamente tralasciato per diversi motivi. Il momento dell’uscita è quello giusto: i fan del primo libro, pubblicato in Italia nel 1998, e quelli dei film, usciti dal 2001, sono cresciuti. I più giovani, forse, vedono quel mondo come qualcosa di distante. E allora una rilettura non è necessaria, ma giusta. Dopo trent'anni, come nella moda, le cose si ripropongono spesso con arricchimenti.
Perché raramente un plot riesce a toccare così tante anime diverse. In fondo, Harry Potter non è solo un mago segnato da una maledizione: è un ragazzo che impara cos’è l’amicizia, il coraggio, la paura, l’amore e il perdono. È uno sguardo puro su un mondo corrotto, che nonostante tutto riesce a vincere sull’oscurità.

Lo stesso Daniel Radcliffe ha augurato buona fortuna ai nuovi giovani attori che interpreteranno i protagonisti, in particolare a Dominic McLaughlin, il nuovo interprete di Harry: “Spero che tu ti diverta tantissimo, anche più di me. Io mi sono divertito tantissimo, ma spero che tu ti diverta ancora di più”.
Le aspettative sono alte. Ma forse, per molti a Natale 2026, basterà tornare a casa.