“L’intelligenza artificiale avrà un impatto significativo sul mercato del lavoro, sulle competenze richieste e sui processi di valorizzazione. Non si tratta solo di governare un cambiamento tecnologico, ma di accompagnare le persone in questa trasformazione, creando nuove opportunità e riducendo i rischi di esclusione”. Lo ha affermato Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, in un videomessaggio diffuso durante l’evento Dalla ricerca al mercato: nuovi scenari, promosso dalla Fondazione U4I a Milano.
Il ruolo di università, ricerca e imprese
Secondo Fitto, università, centri di ricerca, imprese e territori svolgono un ruolo centrale nel processo di trasformazione legato all’adozione dell’intelligenza artificiale. “Sono i luoghi in cui l’innovazione nasce, cresce e può diventare sviluppo concreto”, ha sottolineato, evidenziando la necessità di rafforzare il collegamento tra ricerca scientifica e sistema produttivo.
L’Europa come motore di cambiamento
Nel suo intervento, il vicepresidente della Commissione europea ha ribadito la volontà dell’Unione di assumere un ruolo attivo e propositivo. “L’Unione europea intende essere protagonista di questo percorso, non come semplice regolatore, ma come motore di cambiamento, facilitatore e supporto concreto al mercato e ai sistemi di innovazione”, ha spiegato Fitto.
Investimenti su competenze e capitale umano
Fitto ha infine ricordato l’impegno dell’Unione europea nell’utilizzo delle risorse e delle politiche comunitarie, dalla coesione alla ricerca, dalla formazione allo sviluppo delle competenze. L’obiettivo è rafforzare la competitività, valorizzare il capitale umano e rendere l’innovazione inclusiva e sostenibile.
“È così che l’innovazione può generare crescita e occupazione sui territori”, ha concluso il vicepresidente della Commissione europea, sottolineando come le persone restino la vera forza dell’Europa nella transizione tecnologica.