Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli annuncia il deposito di una seconda interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la richiesta di un’informativa urgente in Aula in merito ai fatti avvenuti tra il 6 e il 7 gennaio a Roma.
Al centro della denuncia politica vi sarebbe la presenza nella Capitale del deputato francese Jacques Arnault il 7 gennaio 2026, in occasione di una manifestazione antifascista contro l’anniversario della strage di Acca Larenzia. Secondo quanto dichiarato da Rampelli, sarebbe stato individuato un video nel quale Arnault, davanti al centro sociale Alberone, avrebbe invitato alla “difesa antifascista di Roma”, accusando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere responsabile della recrudescenza e della crescita di movimenti neofascisti e neonazisti.
L’interrogazione e i collegamenti ipotizzati
Rampelli chiede al ministro dell’Interno di riferire “sui collegamenti tra l’internazionale antifascista violenta responsabile dell’uccisione di Quentin e dell’aggressione dei militanti di Gioventù nazionale la notte del 6 gennaio 2026”.
Nel comunicato si fa riferimento anche alla posizione di Arnault in Francia. Il deputato sarebbe fondatore del movimento Jeune Garde antifasciste e, secondo quanto riportato da Rampelli, sarebbe stato segnalato dal Governo francese come soggetto classificato con Fiche S, categoria che indica persone ritenute potenzialmente pericolose per la sicurezza nazionale. Viene inoltre ricordato che l’associazione sarebbe stata sciolta con decreto firmato dal presidente francese Emmanuel Macron il 12 giugno 2025.
Il caso della targa e le immagini social
Rampelli cita anche la presenza del presidente dell’VIII Municipio di Roma Amedeo Ciaccheri, che secondo quanto dichiarato avrebbe consegnato ad Arnault una targa con il logo ufficiale del Comune di Roma. Nella stessa giornata, aggiunge il vicepresidente della Camera, sarebbero circolate immagini sui social in cui Ciaccheri compare insieme a Jacques Elie Favrot, indicato come collaboratore di Arnault e “presunto responsabile del pestaggio e dell’uccisione di Quentin Deranque”.