In occasione della trentesima edizione del Seminario di Venezia per la stampa britannica, il Presidente della Repubblica ha richiamato con forza il valore del giornalismo libero, definendolo un vero e proprio asset strategico per la tenuta delle democrazie liberali. In un contesto segnato da crescenti tensioni informative e da tentativi di condizionamento dell’opinione pubblica, il Capo dello Stato ha sottolineato come l’informazione indipendente rappresenti un indispensabile antidoto contro abusi e manipolazioni, sia da parte dei poteri pubblici sia di quelli privati, oltre che uno strumento essenziale per contrastare la diffusione delle fake news. Solo un giornalismo fondato sul rigore, sulla verifica delle fonti e su una rappresentazione fedele dei fatti, ha ribadito Mattarella, consente ai cittadini di formarsi un giudizio critico autonomo, condizione imprescindibile per l’esercizio consapevole della libertà e per il buon funzionamento delle istituzioni democratiche.
Violenza, silenzio imposto e negazione della verità: l’accusa del Capo dello Stato a Teheran
Nel suo intervento, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso una ferma e inequivocabile condanna nei confronti del regime di Teheran, soffermandosi sulle modalità con cui viene gestita la crisi interna. Mattarella ha denunciato l’efferata crudeltà con cui le autorità iraniane reprimono il dissenso, arrivando allo sterminio dei manifestanti e all’uso sistematico della violenza come strumento di intimidazione e controllo. Accanto alla brutalità fisica, il Presidente ha evidenziato una strategia altrettanto grave: l’oscuramento dei fatti. Il blocco dell’accesso alle fonti di informazione indipendenti e alla rete viene utilizzato per occultare la reale portata delle proteste e delle uccisioni, nel tentativo di cancellare la verità e impedire alla comunità internazionale e ai cittadini di conoscere quanto sta accadendo. Una repressione che, ha sottolineato Mattarella, colpisce non solo le persone, ma anche il diritto fondamentale alla verità e alla libertà.
Libertà dei media come termometro della democrazia
Nel suo discorso, il Presidente Sergio Mattarella ha tracciato un chiaro parallelo tra la salute di un sistema politico e il grado di libertà garantito ai media. La compressione degli spazi di informazione è stata indicata come uno dei primi e più evidenti indicatori di crisi, segnale di un regime che teme il giudizio pubblico sulla propria condotta e cerca di sottrarsi al confronto con la verità. In questo quadro, Mattarella ha evidenziato come la repressione si indirizzi inevitabilmente contro i giornalisti, trasformati in bersagli privilegiati del potere quando raccontano conflitti, proteste e crisi sociali drammatiche. Il bavaglio imposto ai cronisti non è solo un attacco alla professione, ma un colpo diretto al diritto dei cittadini di conoscere e comprendere la realtà, elemento essenziale per la sopravvivenza di ogni autentica democrazia.
Implicazioni strategiche per leadership e comunicazione
Per i decision-maker e i professionisti della comunicazione, il messaggio che arriva dal Colle si traduce in indicazioni operative chiare e di lungo periodo. Investire nella protezione dei canali informativi e nella trasparenza dei flussi comunicativi diventa una prima linea di difesa contro la disinformazione sistemica e le distorsioni intenzionali della realtà. A ciò si affianca una responsabilità sociale che chiama istituzioni e imprese a sostenere attivamente il giornalismo di qualità, inteso come presidio indispensabile contro l’opacità dei mercati e il deficit di accountability delle istituzioni. In questa prospettiva, anche il monitoraggio ESG assume un valore strategico: operare in contesti in cui la libertà di stampa è compromessa espone a rischi reputazionali, politici ed economici, ed è spesso un indicatore precoce di instabilità sovrana e fragilità sistemica.