Secondo i dati dell’Istat, il sistema Paese sta attraversando una fase di sostanziale stagnazione operativa, caratterizzata da una crescita marginale e piuttosto volatile. Nel terzo trimestre del 2025, il PIL ha registrato un incremento congiunturale limitato allo 0,1%, segnalando una ripresa molto contenuta. Anche l’analisi dei dati ad alta frequenza per i mesi di ottobre e novembre evidenzia segnali di rallentamento: dopo un lieve rimbalzo a settembre, si osserva un indebolimento generalizzato, che conferma le difficoltà strutturali dell’economia. Il confronto con gli altri Paesi dell’area euro mette in luce un differenziale di crescita negativo per l’Italia, penalizzata da una dinamica settoriale asimmetrica che limita le potenzialità di sviluppo complessive.
Fattori temporanei di stabilizzazione a livello globale
Nel corso dell’ultima parte del 2025, il contesto globale ha beneficiato di alcuni fattori temporanei di stabilizzazione. Da un lato, i tagli ai tassi d’interesse da parte delle principali banche centrali hanno migliorato la liquidità sistemica, agevolando il funzionamento dei mercati finanziari. Dall’altro, la parziale attenuazione delle tensioni commerciali ha contribuito a ridurre i premi al rischio richiesti dagli investitori internazionali, favorendo una maggiore fiducia nel breve periodo. Questi elementi hanno quindi creato un contesto più favorevole, seppur transitorio, per le dinamiche economiche globali.
Nuove variabili di instabilità all’inizio del 2026
L’inizio dell’anno in corso introduce nuove variabili di instabilità che influenzano significativamente la Business Continuity a livello globale. L’emergere di nuovi focolai di crisi geopolitica supporta le previsioni di un rallentamento dell’attività economica internazionale per tutto il 2026. Parallelamente, il sentiment degli operatori torna a essere caratterizzato da forte incertezza, limitando la visibilità sugli investimenti a lungo termine e sulle proiezioni di fatturato estero. In questo contesto, le aziende e gli investitori sono chiamati a confrontarsi con un quadro economico più complesso e meno prevedibile.
Linee guida operative per i decision-maker
Alla luce dei dati Istat, i decision-maker sono chiamati a concentrare l’attenzione su alcune priorità strategiche per affrontare un contesto economico caratterizzato da crescita limitata e incertezza internazionale. In primo luogo, l’ottimizzazione dei costi diventa cruciale: in un contesto di PIL domestico asfittico, la marginalità dipenderà più dall’efficienza interna che dall’espansione del mercato. In secondo luogo, il monitoraggio dell’export è essenziale: la debolezza dei mercati internazionali richiede una diversificazione geografica verso aree resilienti ai nuovi focolai di crisi. Infine, la gestione finanziaria assume un ruolo strategico: occorre sfruttare tempestivamente la finestra di liquidità generata dai tassi d’interesse in calo, prima che il rallentamento globale possa restringere nuovamente le condizioni di accesso al credito.