L'Italia acquista per 30 milioni il “Ritratto di Maffeo Barberini” di Caravaggio

Un capolavoro attribuito a Caravaggio entra nelle collezioni pubbliche, sarà esposto a Palazzo Barberini.

L'Italia acquista per 30 milioni il “Ritratto di Maffeo Barberini” di Caravaggio

Quattrocentatrenta anni dopo che l'artista lombardo Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, giunge a Roma per incantare e conquistare mecenati di alto rango con la sua arte estrema ma intima, il suo nome torna a catturare la scena.  L'opera acquisita dallo Stato italiano per 30 milioni di Euro appartiene al periodo in cui l'artista è osannato da ricchi banchieri e cardinali, prima della latitanza dopo aver ucciso un uomo e il tentativo, attraverso la sua produzione artistica, di ottenere la grazia papale. E' il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini che raffigura il futuro papa Urbano VIII (1568–1644) intorno ai trent’anni, nella veste di chierico della Camera Apostolica, in un momento cruciale della sua ascesa al potere. L’opera fu resa nota da Roberto Longhi nel celebre articolo Il vero “Maffeo Barberini” del Caravaggio , pubblicato su «Paragone» nel 1963, ed è stata da allora unanimemente riconosciuta dalla critica come opera del Merisi. Longhi riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come in esso Caravaggio inaugurasse una nuova intensità psicologica e una capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza ricorrere a elementi retorici.

L'atto di acquisto dell'opera è stato firmato presso il Ministero della Cultura, alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli; al termine delle procedure amministrative previste, entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e sarà assegnato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma, entrando stabilmente nelle collezione e nell'esposizione di Palazzo Barberini. E' un’opera di importanza assoluta, attribuita al Maestro da Roberto Longhi, che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e degli studiosi, a pochi mesi dalla sua prima esposizione in un museo, avvenuta a Palazzo Barberini. Questa acquisizione, insieme a quella dell’ ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, fa parte di un progetto di più ampio respiro teso a rafforzare il patrimonio culturale nazionale che il Ministero della Cultura continuerà a portare avanti nei prossimi mesi. L'obiettivo è quello di rendere accessibili a studiosi e appassionati alcuni capolavori altrimenti destinati esclusivamente al mercato privato.

L’acquisizione si è conclusa al termine di una lunga trattativa e rappresenta uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per l’acquisto di un’opera d’arte. Testimonia l’impegno del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubbliche con opere di assoluto rilievo nella storia dell’arte. 

Caravaggio è attualmente uno degli artisti più studiati e ammirati al mondo, ma il numero delle opere certe rimane estremamente limitato e la comparsa sul mercato di dipinti a lui attribuiti con certezza è un evento rarissimo. Per questo motivo l’ingresso del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini nelle collezioni pubbliche italiane rappresenta un risultato di grande rilievo sia sul piano scientifico sia su quello della politica culturale, assicurando al patrimonio nazionale un capolavoro destinato a rafforzare le opportunità di studio, conoscenza e fruizione dell’opera di Caravaggio.

L’acquisizione assume inoltre un valore simbolico particolare per le Gallerie Nazionali di Arte Antica. A Palazzo Barberini il dipinto potrà infatti dialogare con gli altri dipinti di Caravaggio, con la collezione di caravaggeschi tra le più importanti al mondo e, in particolare, con un altro capolavoro del Merisi, la “Giuditta che decapita Oloferne” anch’essa frutto di un acquisto dello Stato italiano avvenuto nel 1971.