Un trasferimento via terra organizzato da una compagnia privata per consentire ai connazionali presenti a Doha di raggiungere l’Arabia Saudita e tentare da lì il rientro in Italia con voli acquistati autonomamente. È quanto comunicato dall’Unità di Crisi della Farnesina attraverso una email e messaggi inviati ai cittadini italiani in Qatar.
Nel testo si informa che l’agenzia Bus Barq El-Alam offre, a partire dal 4 marzo, un servizio di trasporto in pullman da Doha a Riyad. L’iniziativa viene definita espressamente “privata”. Il viaggio, della durata stimata di circa otto ore, consentirebbe l’arrivo presso l’aeroporto internazionale di Riyad, da cui ciascun interessato potrà acquistare autonomamente un biglietto aereo per l’Italia.

La comunicazione precisa che il biglietto del bus non è sufficiente per l’ingresso in Arabia Saudita: è obbligatorio munirsi preventivamente di visto turistico online. I posti sono limitati e i bus verranno organizzati progressivamente al raggiungimento di un numero sufficiente di adesioni. L’acquisto dei voli e l’eventuale sistemazione alberghiera restano di responsabilità dei singoli interessati.

La testimonianza: “Dobbiamo fare tutto da soli, a spese nostre”
Secondo quanto riferito da un connazionale bloccato a Doha, la Farnesina avrebbe inoltrato “un’email dove praticamente c’è un link, anzi sui messaggi dove appunto avevano organizzato dei pullman, dei pullman previsti per il quattro”.
Il trasferimento, spiega, prevederebbe l’arrivo “ai confini con l’Arabia Saudita” e poi il proseguimento verso Riyad. “Questi pullman ovviamente si fermavano, secondo loro, al confine dell’Arabia Saudita e lì ne avremmo dovuto prendere un altro”.
Il punto critico, secondo la testimonianza, riguarda i costi e l’assenza di un volo organizzato per il rimpatrio:
“Secondo loro noi dovevamo andare, ovviamente tutto questo a spese nostre. Noi dovevamo andare in Arabia Saudita a cercarci un volo tutto per conto nostro, questo qui ovviamente a spese nostre e voli che a meno di due o tremila euro se vai a vedere su internet anche non trovi”.
Alla domanda se siano previsti voli di Stato, la risposta è netta:
“Non ci sono voli di Stato”.
E aggiunge: “Noi dobbiamo fare tutto da soli, tra l’altro a spese nostre”.
Le partenze subordinate al riempimento dei bus
Un ulteriore elemento evidenziato riguarda l’incertezza delle partenze. “I pullman partono solo quando si riempiono”, riferisce il connazionale.
Questo comporterebbe un rischio per chi decidesse di acquistare in anticipo un volo da Riyad:
“Io anche se pensavo di acquistare questo biglietto per il 4 e mi acquistavo un biglietto aereo per il 5, non è neanche detto che prendo il mio biglietto aereo perché se il pullman non si riempie non parte”.
E ancora: “Tu potresti spendere magari 2.000 euro di biglietto e poi non salire, non ho niente in mano perché magari il pullman parte il 6 perché non si sono riempiti”.
Il confronto viene fatto con altri casi nella regione: “Non è un esempio come gli Emirati Arabi che quelli che erano da Dubai sono arrivati a Mascate e poi da là hanno preso un volo di Stato organizzato. No, assolutamente no”.
Le difficoltà economiche: IL VIDEO
La situazione risulterebbe particolarmente complessa per i nuclei familiari numerosi: “Qui ci sono persone, c’è una famiglia con quattro o cinque persone che non ha neanche la possibilità di acquistarne uno, figuriamoci quattro biglietti. Stiamo parlando di 10-12.000 euro”. La percezione espressa è di forte difficoltà: “Veramente, abbandonati a noi stessi”. A fare da ponte fra il connazionale bloccato a Doha e Agensocial, il giornalista Alessandro Fornaciari che conduce la chiamata.
L’assistenza in Qatar e la visita dell’ambasciatore
Sul piano logistico locale, la testimonianza riferisce che le autorità qatariote avrebbero garantito ospitalità: “Fortunatamente la Qatar oggettivamente ci sta trattando bene, ci ha servito comunque l’hotel, ci danno da due giorni anche i pasti”.
Quanto ai rapporti con le autorità italiane, il connazionale riferisce che “oggi è venuto qua l’ambasciatore in hotel”. La visita sarebbe avvenuta anche a seguito di segnalazioni e video diffusi dai presenti: “È venuto fondamentalmente perché abbiamo fatto delle segnalazioni, abbiamo fatto dei video, sennò non sarebbe mai venuto”.
Sulle prospettive concrete, tuttavia, aggiunge: “È venuto, ci ha fatto la sua presenza, però di concreto noi non vediamo niente”.
Il quadro ufficiale
Nella comunicazione inviata ai connazionali si specifica che lo spazio aereo dell’Arabia Saudita è attualmente aperto e che il Governo “sta valutando ulteriori misure di supporto”, mentre il quadro regionale resta “incerto ma costantemente monitorato”.
Al momento, non risultano operazioni di rimpatrio tramite voli di Stato organizzati direttamente dall’Italia.