Duro intervento del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che torna a criticare l’impostazione del governo sui temi della violenza di genere. A margine dell’iniziativa “Tutelare il lavoro, contrastare lo sfruttamento” in corso a Firenze, Landini ha sostenuto che alcune scelte politiche rischierebbero di alimentare una lettura distorta delle responsabilità nei casi di stupro.
Secondo il leader sindacale, la linea che emergerebbe da alcune iniziative legislative sarebbe quella di non affrontare fino in fondo la cultura maschile alla base della violenza contro le donne. “La logica che viene avanti da parte di questo governo, anziché combattere questa cultura maschile, anziché rendere esplicito che sono gli uomini che stuprano, continua addirittura a fare provvedimenti in cui la donna stuprata in qualche modo diventa lei colpevole o è lei che deve giustificarsi di quello che è avvenuto”, ha dichiarato.
Landini ha parlato di un possibile rischio di arretramento sul piano culturale. “Credo che ci sia anche il rischio di una regressione pericolosa, culturale, che va assolutamente contrastata”, ha aggiunto.
Il segretario della Cgil ha poi ricordato la recente mobilitazione che si è svolta a Roma nei giorni scorsi, collegandola al dibattito sul cosiddetto “ddl stupri”. “La manifestazione che c’è stata sabato a Roma ha visto centinaia di migliaia di donne, ma anche di uomini, di persone che sono scese in piazza proprio per contrastare il cosiddetto Ddl stupri”, ha concluso.